Riaperture: ecco cosa accadrà dal 26 aprile. Scuole superiori, presenze almeno al 70% in zona gialla

Riaperture: ecco cosa accadrà dal 26 aprile. Scuole superiori, presenze almeno al 70% in zona gialla

Il 26 aprile verrà ripristinata la zona gialla dopo oltre un mese di stop. In tutti i territori classificati in questa area – anche tra regioni – ci si potrà spostare liberamente senza green pass o autocertificazione, mentre per spostarsi da o verso regioni rosse o arancioni servirà il pass (rappresentato dal certificato vaccinale, di negatività al tampone o di guarigione dal Covid).

Sempre in zona gialla, riprenderanno diverse attività.
Da lunedì via libera alle lezioni in presenza nelle scuole superiori, dove si potranno adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca, mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita ad almeno il 70% e fino al 100% (questo sarà il caso della Lombardia). Riguardo all’Università, dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgeranno prioritariamente in presenza.

Sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all’aperto. In zona gialla riapriranno i musei, mentre gli eventi in teatri, sale da concerto, cinema, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto saranno svolti solo con posti a sedere preassegnati con distanza di almeno un metro; la capienza non può essere superiore al 50% di quella massima, ma con un tetto di 1.000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso.

Ancora in zona gialla, saranno consentiti gli sport all’aperto, anche di contatto. Il 15 maggio riapriranno in zona gialla le piscine all’aperto e gli stabilimenti balneari. Riapriranno anche nei giorni festivi, sempre in zona gialla, i mercati e i centri commerciali.

L’1 giugno si potranno riaprire le palestre al chiuso. Potranno aprire ma solo a pranzo anche i locali che hanno spazi al chiuso. Sempre in zona gialla, dal primo giugno si potrà andare a eventi sportivi di livello agonistico negli stadi o palazzetti, con presenza non superiore al 25% della capienza e comunque non più di 1.000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso.

Dal primo di giugno potrebbero essere rivalutate, con una delibera, le disposizioni sul coprifuoco, che al momento rimane alle 22:00. Il 15 giugno in zona gialla riapriranno le fiere, mentre l’1 luglio via libera a convegni, congressi e parchi tematici di divertimento in zona gialla e a le attività dedicate al benessere e alle cure termali.

Un Commissariato di Polizia in Valle? Signer: “Se avessi la bacchetta magica, lo farei”

Un Commissariato di Polizia in Valle? Signer: “Se avessi la bacchetta magica, lo farei”

Si torna a parlare della possibilità di un Commissariato della Polizia di Stato in Vallecamonica. O meglio, dell’idea di istituirne uno: a riaccendere un dibattito che di tanto in tanto torna prepotente nell’opinione pubblica camuna è stato Giovanni Signer, Questore di Brescia, che in un’intervista non ha usato mezzi termini.

“Ritengo che [in provincia di Brescia] sia necessario almeno un altro presidio, per esempio nell’area della Vallecamonica”, ha detto, ricordando che la Polizia non svolge solo attività giudiziaria in senso stretto, ma che fornisce “anche un servizio di pubblica sicurezza”, ricoprendo tutte le competenze amministrative ad essa legata.

“Se avessi una bacchetta magica”, ha proseguito Signer, “sicuramente farei il possibile per istituire un Commissariato distaccato nella zona nord della provincia”. Il tema, come detto, si riaffaccia di tanto in tanto in Vallecamonica, soprattutto in concomitanza con gravi episodi di cronaca. Il Comune da sempre ipotizzato per ospitare il Commissariato è Darfo dove, presso la Polizia Stradale, da qualche tempo è attivo il servizio di rilascio del passaporto, in collaborazione tra la Questura e la Comunità Montana.

Zone gialle confermate da lunedì; ristoranti aperti anche di sera (ma all’aperto), in Valle tornano i plateatici gratis

Zone gialle confermate da lunedì; ristoranti aperti anche di sera (ma all’aperto), in Valle tornano i plateatici gratis

Il decreto legge che sarà approvato nelle prossime ore dal Consiglio dei Ministri in termini di nuove regole anti-Covid per le prossime settimane conferma in gran parte quanto era stato anticipato dal premier Draghi prima del fine settimana scorso.

Da lunedì, quindi, tornano le zone gialle (e la Lombardia rientrerà con ogni probabilità tra queste), mentre per spostarsi all’interno delle zone rosse ed arancioni servirà un “certificato verde”. Confermata –nelle zone gialle- la riapertura dei ristoranti anche la sera, ma solo all’aperto, resta il coprifuoco dalle ore 22:00.

I Comuni della Vallecamonica, in questo senso, si stanno organizzando come l’anno scorso, permettendo ai locali di usufruire gratuitamente degli spazi all’aperto. Via libera anche a cinema e teatri, ma con distanza di un metro ed un massimo di 500 persone al chiuso e mille all’aperto. Regole che saranno in vigore fino al 31 luglio, quando scadrà lo stato di emergenza, che è stato prorogato di altri tre mesi.

Il decreto dovrebbe anche garantire la riapertura, dal 15 maggio, di piscine all’aperto, dei mercati e dei centri commerciali anche nei giorni festivi; dal 1° giugno toccherà alle palestre ed agli stadi e palazzetti (ma qui la capienza massima consentita sarà di mille persone).

A preoccupare è soprattutto il nodo scuole: il Governo avrebbe raggiunto un compromesso con le Regioni per cui da lunedì torneranno in classe almeno il 50% degli studenti delle superiori nelle zone rosse ed almeno il 60% e fino al 100% in quelle gialle, continuando quindi a considerare l’utilizzo della didattica a distanza.

Dalle scuole dell’infanzia alle medie, invece, gli studenti saranno tutti in presenza, ovunque. Intanto, però, aumentano in Valle la classi in quarantena: dopo una classe delle medie di Darfo e due della primaria e della materna di Pescarzo di Breno, sono tornati alla Dad anche alcuni studenti di Bienno, Artogne, Vezza d’Oglio, Borno, Malonno, Capo di Ponte e Cividate Camuno.

La banda larga in Vallecamonica? Ancora un sogno per molti Comuni

La banda larga in Vallecamonica? Ancora un sogno per molti Comuni

Era il 2018 quando in Vallecamonica giunse la promessa di coprire tutti i Comuni con una banda larga di almeno 100 mega. A tre anni di distanza, si può dire che quella promessa non sia stata rispettata: nonostante il territorio sia stato individuato come zona pilota di sperimentazione e quindi con priorità, la fibra ha raggiunto solo poche case.

I Comuni della Valle erano stati suddivisi in quattro gruppi: si sarebbe dovuti partire con i lavori per collegare Pontedilegno, Corteno Golgi, Edolo, Borno ed Artogne, ma ad oggi alcuni progetti devono ancora essere approvati. A Pontedilegno, poi, la situazione è singolare, dal momento che i cavidotti sono già pronti per ospitare la fibra (grazie a Sit e Sosvav) e non sarebbe necessario effettuare degli scavi.

Per ora i Comuni su cui si sta lavorando per la posa della fibra sono Monno, Artogne, Niardo, Berzo Inferiore, Ceto e Corteno Golgi. Tim ha in parte sopperito, portando una propria rete in fibra in modalità Fttc (“Fiber-to-the-cabinet”, ovvero il collegamento arriva ad una cabina vicina alle abitazioni). Senza dimenticare la rete del Bim, che scorre sotto i binari della ferrovia.

L’ente comprensoriale ha sottoscritto una convenzione con Infratel e Regione per fare da progetto pilota, ma alcuni Comuni non hanno neanche una progettazione di massima. Le amministrazioni non possono fare molto, dal momento che tutto è gestito a livello ministeriale, dove sembra che l’attesa non sia un problema.

Pian Camuno, il Comune perde contro l’Enel sui versamenti di Ici, Imu e Tasi

Pian Camuno, il Comune perde contro l’Enel sui versamenti di Ici, Imu e Tasi

Il Comune di Pian Camuno non ha avuto la meglio nel contenzioso avviato da esso stesso nei confronti di Enel distribuzione a proposito di alcuni versamenti di Ici, Imu e Tasi dal 2010 al 2016 che non sarebbero stati versati per alcune strutture della società.

Quattro anni fa il Municipio, dopo alcune soluzioni bonarie, aveva iniziato ad inviare degli avvisi di accertamento, ma l’Ente ha sempre rifiutato di pagare, facendo ricorso alla commissione tributaria provinciale, che gli ha dato ragione, condannando il Comune al pagamento delle spese processuali.

L’Amministrazione ha però presentato ricorso, uscendone sconfitta e vedendosi l’addebito di 5.800 euro di spesa. Ad ogni modo, il Comune non dovrà sborsare un euro, dal momento che un accordo con la cooperativa Fraternità Sistemi, incaricata degli accertamenti, ha fatto sì che in caso di sconfitta fosse la cooperativa stessa a pagare gli oneri.

Vaccini:  8.200 dosi di Moderna in consegna agli Spedali Civili di Brescia e all’Ospedale di Esine

Vaccini: 8.200 dosi di Moderna in consegna agli Spedali Civili di Brescia e all’Ospedale di Esine

Da oggi, lunedì 19 aprile, sono aperte le prenotazioni al vaccino anti-Covid per chi ha un’età compresa tra i 65 e i 69 anni (anni di nascita dal 1956 al 1952). Dal 2 aprile ci si prenota sulla piattaforma online di Poste (ma anche tramite call center telefonando al numero verde 800.894.547, tramite postamat o attraverso il portalettere). Si possono continuare a prenotare le persone per fascia di età superiore per la campagna di massa, ma anche gli over 80 che non lo avessero ancora fatto.

Dall’inizio della campagna vaccinale le dosi somministrate in Lombardia sono state 2,3 milioni. Questa settimana si è proceduto con una media di 50 mila vaccini al giorno. Dalla prossima, secondo l’assessore al Welfare, si aumenterà fino a 68 mila somministrazioni a settimana, per arrivare, da quella successiva a 100 mila al giorno. L’Italia ha superato i 15 milioni di vaccinazioni e attende nei prossimi tre mesi 54 milioni di vaccini, cioè tre volte di più di quelli ricevuti finora.

E sono in arrivo in queste ore i furgoni del corriere di Poste Italiane, SDA, per la consegna presso gli Spedali Civili di Brescia e l’Ospedale di Esine di 8.200 dosi del vaccino Moderna.In mattinata alcuni mezzi speciali, attrezzati con celle frigorifere, hanno preso in carico i vaccini a Piacenza e stanno proseguendo il loro viaggio, per raggiungere la loro destinazione finale presso le strutture sanitarie bresciane. In totale il Corriere SDA in collaborazione con l’Esercito Italiano consegnerà oggi in Lombardia 69.100 dosi di vaccini Moderna.