Al Musil di Cedegolo il territorio bresciano in un plastico di 70 mq

Al Musil di Cedegolo il territorio bresciano in un plastico di 70 mq

Fino a fine ottobre residenti e turisti della Valle Camonica potranno ritrovare laghi, vallate, montagne e ghiacciai bresciani in un grande modello, ospitato nel suggestivo sotterraneo del Museo dell’energia idroelettrica di Cedegolo. In calendario anche proiezioni, laboratori, eventi.

Dopo la mostra Ghiacciai, il Musil si mantiene in quota con lo spettacolare plastico del territorio bresciano, frutto della passione e della perizia di Francesco Cominardi del CAI Coccaglio. 

Il grande modello tridimensionale, realizzato in polistirolo e messo generosamente a disposizione dall’autore, ripropone in scala l’insieme del territorio bresciano: la più grande provincia d’Italia diventa esplorabile grazie a un plastico di ben 70 metri quadri. 

L’allestimento è visitabile per tutta l’estate: con il normale biglietto di ingresso al museo sarà quindi possibile visitare, oltre all’esposizione permanente e alla mostra fotografica di Uliano Lucas “Dentro il lavoro”, quest’altra opera suggestiva.

Parallelamente, saranno organizzati una serie di eventi dedicati agli appassionati della montagna: giochi e laboratori per i più piccoli, film di alpinismo, eventi di approfondimento anche grazie alla collaborazione del CAI di Chiari.

L’esposizione e le iniziative sono realizzate grazie al contributo di Acque Bresciane. L’attività del museo gode inoltre del sostegno costante del Comune di Cedegolo e della Comunità Montana di Valle Camonica, soci fondatori del museo. Ad agosto il Musil è aperto tutti i giorni ai visitatori, dalle 14:00 alle 19:00.

Musica e allegria a Cevo il 16 e il 17 agosto con il 14esimo “Festival della Fisarmonica”

Musica e allegria a Cevo il 16 e il 17 agosto con il 14esimo “Festival della Fisarmonica”

A Cevo il 16 e il 17 agosto risuonerà la musica delle fisarmoniche con il 14esimo “Festival della Fisarmonica. Rassegna internazionale di fisarmonicisti”. La kermesse è stata presentata ieri mattina al Palazzo della Cultura di Breno alla presenza del direttore artistico, il maestro Marco Davide; sindaco di Cevo, Silvio Citroni; assessore della Comunità Montana di Valle Camonica, Ilario Sabbadini; Battista Ramponi, coordinatore del Festival per l’associazione El Teler, di Lino Balotti dell’associazione El Teler. Attesi sul palco dello Spazio Feste della Pineta di Cevo, campioni internazionali, docenti di conservatorio e insegnanti di musica, tutti accomunati dall’amore per la fisarmonica.

Martedì alle 10 è in programma l’apertura della “Mostra della Fisarmonica” con l’esposizione della collezione di Alessandro Carminati presso il salone del Museo della Resistenza, mentre nel pomeriggio, dalle 15:00 nello Spazio feste inizierà l’esibizione dei fisarmonicisti camuni e delle vallate lombarde: Paolo Richini, Giuseppe Zonta, Luciano Sanzogni, Emilio Pedace, Stefano Tonassi, Cristian Patarini, Alberto Canclini. L’ospite d’onore sarà il cantastorie camuno Germano Melotti. In serata alle 20:30 è previsto un Consiglio Comunale straordinario per il conferimento della cittadinanza onoraria alla pluricampionessa mondiale di fisarmonica Eugenia Marini, che in Valsaviore ha creato una scuola di strumento. Serata danzante con l’orchestra di Romeo e I Cooperfisa.

La giornata principale del Festival della Fisarmonica 2022 si terrà, come ogni anno, mercoledì 17 agosto a partire dalle 15: sarà questa l’occasione per ascoltare le esibizioni di alcuni dei più abili e virtuosi maestri di fisarmonica, tra cui oltre a Willi Bresadola e Marco Davide (Brescia), vi saranno GianLuca Campi di Genova, campione mondiale di fisarmonica nell’anno 2000 in Portogallo, Romeo Aichino (Cooperfisa) di Vercelli, Eugenia Cherkàzova (Ucraina), Saria Convertino di Taranto, Vince Abbracciante di Ostuni (Brindisi) e Daniele Zullo di Verona. L’iniziativa fa parte del progetto: “Vai con la Fisa”: La fisarmonica e le sue tradizioni in Valsaviore. L’evento è realizzato nell’ambito del Piano Integrato della Cultura “Costruite Valore”, con il patrocino della Comunità Montana.

Corsi gratuiti per operatori agricoli con la Fondazione Scuola Cattolica di Valle Camonica

Corsi gratuiti per operatori agricoli con la Fondazione Scuola Cattolica di Valle Camonica

Fondazione Scuola Cattolica di Valle Camonica promuove due percorsi formativi dedicati a chi lavora in ambito agricolo, come imprenditore coadiuvante familiare o lavoratore subordinato in un’unità operativa produttiva nella media o bassa Vallecamonica.

Il primo si intitola: Innovazione e strumenti digitali per lo sviluppo dell’azienda agricola e della vitivinicoltura e avrà una durata di 20 ore e sarà aperto a 10 partecipanti al massimo. A tenerlo sarà il professor Matteo Gatti, professore associato presso il Dip dell’Università cattolica di Piacenza.

L’altro verterà principalmente sul tema della sicurezza sul lavoro, per 12 ore, e accoglierà fino a un massimo di 20 partecipanti che seguiranno le lezioni di Gianpaolo Vielmi, formatore e consulente del settore. Entrambi i corsi si svolgeranno a settembre in presenza, a Cemmo di Capo di Ponte presso le aule della Fondazione, in via Cocchetti.

I corsi sono interamente gratuiti perché finanziati nell’ambito del “Progetto Integrato d’Area per lo sviluppo della bassa Valle Camonica” realizzato con il contributo del PSR 2014 – 2020 – Misura 16 – Operazione 16.10.02 Progetti Integrati d’Area – Operazione 1.1.01 Formazione ed acquisizione di competenze. Ci si iscrive entro il 19 agosto chiamando il 366 3139389, scrivendo a formazione@fondazionescv.it o compilando il modulo dal sito.

Capo di Ponte: tre weekend di mostre, proiezioni e incontri per il Festival SEGNI

Capo di Ponte: tre weekend di mostre, proiezioni e incontri per il Festival SEGNI

Ottava edizione per SEGNI: Festival della Fotografia. Quest’anno lo Staff Organizzativo, con il direttore artistico Graziano Filippini e i numerosi volontari, vuole fare un ulteriore passo avanti, per rinnovare l’intento, la passione e le proposte del Festival, proponendo, oltre a otto giornate di presentazioni e otto mostre fotografiche, anche tre eventi speciali, lo spazio espositivo autogestito dalle Associazioni del territorio, e vari spazi dedicati a SEGNI Off, mostre fuori catalogo dedicate a fotografi emergenti. Il programma, molto ricco, vede tra gli autori Ugo Panella, Francesca Sand, Hermes Mereghetti, Cristian Rota, e tra le location la Pieve di San Siro e case storiche di Capo di Ponte come Casa Briscioli, Casa Tempini e Casa Malaguzzi.

Tutte le mostre saranno visitabili dalle 18 alle 23 per tutti i giorni del Festival. L’inaugurazione è in programma per sabato 20 agosto. Si proseguirà il 21 e poi il 26, 27 e 28, per chiudere il primo weekend di settembre, 2, 3 e 4. Alla base della buona riuscita della manifestazione c’è la ricerca e l’attenzione: per gli autori, prima di tutto, fotografi di rilievo che propongano mostre importanti, ma anche per i luoghi che accolgono le opere, cornici che consentano ai visitatori di scoprire edifici solitamente chiusi al pubblico o riscoprire ambientazioni particolarmente suggestive, e infine attenzione per gli eventi speciali e gli ospiti, capaci, come è stato dimostrato nelle precedenti edizioni, di farci sognare posti lontani, di raccontare storie

Gli eventi speciali saranno ospitati dal MuPre – Museo della Preistoria della Valle Camonica, che sta confermando con il Festival una felice collaborazione, domenica 21 e 28 agosto, e sabato 3 settembre. Quest’anno inoltre la rassegna porta il Festival a diffondersi in tutto il paese, con SEGNI Off: selezionate per gli amici del Festival alcune mostre di fotografi emergenti o amatoriali attraverso un concorso aperto a tutti. La Città della Cultura accoglierà invece gli scatti di quattro realtà del territorio.

Il Festival è organizzato dall’Agenzia Turistico Culturale del Comune di Capo di Ponte, con la collaborazione del Comune, con il patrocinio di Valle Camonica Valle dei Segni, con il sostegno di Comunità Montana di Valle Camonica, BIM e sponsor locali. Tutte le informazioni sul Festival saranno disponibili sul sito www.segnifestivalfotografia.it e sulle pagine Facebook e Instagram del Festival SEGNI.

Diga del Baitone, a Sonico la mostra dedicata al “gigante dormiente”

Diga del Baitone, a Sonico la mostra dedicata al “gigante dormiente”

Venerdì e sabato prossimo saranno gli ultimi due giorni disponibili, per ora, per visitare la mostra “Baitone-Il gigante dormiente”, voluta dalla Pro Loco di Sonico e patrocinata dal Comune, allestita all’interno della sala Ida Mottinelli.

Tramite la ricerca effettuata da Giacomo Fanetti e Daniele Romelli e durata un anno e mezzo è stato possibile ricostruire la storia della diga del Baitone, i cui lavori iniziarono nel 1927 e si conclusero nel 1930. Una storia che parte da molto lontano, ovvero da quando -prima del 1800- l’area dove poi sarebbe sorta la diga era nota come “lago di Sonico”, rinomato soprattutto per le trote che vi si pescavano.

Le conseguenze della seconda rivoluzione industriale e l’avvento delle nuove tecnologie legato all’uso dell’elettricità hanno portato a vedere quello specchio d’acqua come nuova fonte di reddito e di opportunità: si è giunti così, dopo vari progetti e l’opposizione dei residenti, all’inizio dei lavori di quella che sarebbe diventata la diga del Baitone. Lavori che, rivela la mostra di Fanetti e Romelli, fece anche sei vittime tra i suoi lavoratori, travolti da una slavina nel maggio del 1926.

I trentacinque pannelli della mostra, corredati da un libretto esplicativo, esplorano la storia della diga, grazie al materiale raccolto negli archivi comunali e dell’Enel, fino a giungere nella sede di quest’ultima di Napoli. Un modo per raccontare i retroscena di un’opera di cui i sonicesi stessi ma in generale i camuni sanno poco.

Come detto, la mostra è visitabile ancora per due giorni, venerdì 12 e sabato 13 agosto, dalle ore 17:00 alle 19:00. Si pensa, però, a riallestirla all’interno del Musil di Cedegolo, con date ed orari che saranno comunicati prossimamente.

La pioggia porta sollievo ai laghi: il Sebino guadagna 2 centimetri

La pioggia porta sollievo ai laghi: il Sebino guadagna 2 centimetri

Le piogge si sono fatte sentire anche questo fine settimana, fortunatamente in maniera meno violenta rispetto ad ormai due settimane fa, quando a pagarne le spese sono state soprattutto Niardo e Braone. L’acqua scesa negli ultimi giorni, oltre a contribuire ad un calo delle temperature ed a rendere il clima un po’ più sopportabile, ha anche dissetato in parte i laghi bresciani.

Sia chiaro: non si può dire di essere usciti dalla siccità, ma secondo Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, il peggio potrebbe essere passato, anche alla luce del fatto che sui campi il primo raccolto è già avvenuto ed il prelievo irriguo è diminuito.

Un beneficio che si riversa anche sul lago d’Iseo, dove in una settimana si sono guadagnati due centimetri, passando da -22,8 a -20,7 centimetri, con un afflusso di 20 metri cubi al secondo e un deflusso di 34 metri cubi al secondo.

Sabato scorso, inoltre, è venuta meno la deroga al fiume Oglio, passata da una portata media del 5% ad una del 10%, cosa che permette al fiume di avere più acqua. Secondo Rolfi, nelle prossime due settimane in cui avverranno nuove irrigazioni nei campi in cui si prevede un secondo raccolto, la situazione sarà gestibile. Ma l’allerta per la carenza di acqua resta, come dimostrano le numerose ordinanze ancora in vigore anche in Vallecamonica con cui si invitano i residenti a non sprecare acqua.