Questo il titolo del volume presentato sabato 22 giugno presso la Pieve di San Siro, a Capo di Ponte. “CEMMO, tracce di una storia millenaria” vede la luce dopo due anni di lavoro. È il frutto di uno studio partecipato, in cui archeologi, storici ed esperti di cultura locale si sono confrontati con la comunità. I cemmesi hanno aperto le porte di case, corti, cantine e ricordi. Per ricostruire insieme secoli di storia, dal Medioevo all’Età moderna. Facendo della ricerca la base solida per la valorizzazione del territorio.

Dalla presentazione, un vero e proprio convegno di storia, si è passati alla camminata per le vie del borgo. La giornata prevedeva infatti di scoprire le storie legate a scorci, vie ed angoli caratteristici di Cemmo. Il tutto si è chiuso in bellezza, con una cena nel chiostro di Casa Zitti.

Mottinelli e Sgabussi

“CEMMO, tracce di una storia millenaria” è un volume corposo. Oltre 220 pagine con curatela dell’archeologo Marco Mottinelli. I contributi sono di Serena Solano, Alberto Bianchi, Monica Ibsen, Gian Claudio Sgabussi, Giovanni Parolini e dello stesso Mottinelli. Tutti presenti al convegno, per restituire nel dettaglio gli esiti della ricerca. E anche per lasciare sul piatto qualche aneddoto in più, capace di stimolare la curiosità del folto pubblico.

Lungi da noi fornire qui una disamina particolareggiata dei capitoli. Per non privare nessuno del piacere della lettura, ci limiteremo a lasciare qualche suggestione. Partendo dall’aspetto più importante: la volontà di fornire alla comunità gli strumenti per leggere, e raccontare, il proprio territorio. Non a caso, lo stimolo per questo lavoro è nato da un’uscita FAI del 2022.

Giovanni Parolini

La comunità è stata interpellata direttamente e ha risposto bene, come ci ricorda Giovanni Parolini, neoeletto Assessore alla Cultura del Comune di Capo di Ponte. L’evento ha rappresentato anche la prima uscita pubblica ufficiale della nuova giunta Bottanelli. Nel corso degli anni, Parolini ha guidato il gruppo di lavoro che ha portato alla pubblicazione:

Ora il materiale, passato al vaglio degli studiosi, può dirsi restituito in una pubblicazione dal taglio scientifico-divulgativo. Ne emerge la storia di una comunità dal passato prestigioso, esaminata partendo da fonti documentali di varia natura. Perché tutto, come suggerito anche da Bianchi nel volume, può essere documento.

L’epigrafe funeraria in origine parte di una necropoli romana e da secoli inglobata nei muri della Pieve. Le storie di Munatio e Ponticia, i cui nomi tradiscono l’incontro della cultura latina con la popolazione autoctona. L’estimo del 1744 e il designamento di fine Duecento. I millesimi – le date – rinvenuti sui portali. I trend di nascite-morti, famiglie e cognomi ricostruiti grazie agli archivi parrocchiali. I disegni (come quello in copertina) di artisti-imprenditori che furono. E i toponimi dei luoghi, pronti a suggerire tracciati di storia (e storie) da inseguire attraverso i millenni.

Bianchi e Marretta

Alberto Marretta, studioso di arte rupestre, tiene le fila della presentazione, introducendo così i colleghi: “Un gruppo di autori fuoriclasse che cambiano un po’ la storia di ciò che sappiamo di Cemmo.” Tanti i nomi degli studiosi che, a vario titolo, hanno contribuito a recuperare e condividere fonti, a fornire pareri e spunti. Tracciando i profili di confini ed edifici, tra cui l’ormai scomparso – e per troppo tempo dimenticato – castello.

Una ricerca che si potrebbe tranquillamente estendere, inglobando anche la parte preistorica. Un suggerimento che viene lanciato e che – si auspica – vada anche oltre i confini di Cemmo. Ogni paese della Valle Camonica presenta infatti peculiarità proprie. Unendo le tecniche d’indagine, è possibile strutturare un metodo condiviso. Per saggiarne e ricostruirne le tante sfaccettature evolutive, creando punti nel tempo da connettere attraverso tutta la valle.

Il suggestivo luogo della presentazione di “CEMMO, tracce di una storia millenaria” non è ovviamente stato scelto a caso. Punto di partenza per la camminata conoscitiva che ha seguito la presentazione, la Pieve di San Siro è di per sé scrigno e luogo di raccordo. Tra sistemi di pensiero che si avvicendano, culti che si sovrappongono e storie di potere tali da influenzare il vissuto di tutta la valle.

Bianchi e Ibsen

Infine, consultare il testo significa non potersi esimere da una domanda: che cos’è il centro storico? E, anche: cosa significa “storico”? Leggendo, le risposte appaiono chiare. Storico vuol dire tutto e niente, almeno finché non lo studiamo. Strato di malta dopo strato di malta. Stato d’anime, dopo stato d’anime. Perché ogni contrada di Cemmo, ogni edificio preso in esame – religioso o meno – incarna una storia diversa. Una storia contrassegnata da rifacimenti e spartizioni di multiproprietà. E che nonostante questo resta – all’occhio allenato – almeno in parte ancora leggibile.

Il volume “CEMMO, tracce di una storia millenaria” è stato realizzato con il sostegno di: Fondazione della Comunità Bresciana, Parrocchia dei Ss Stefano e Siro, Comune di Capo di Ponte, Delegazione FAI di Brescia – Gruppo della Valle Camonica, associazione Visit Cemmo, Rotary Club Lovere-Iseo-Sebino, Metal Camuna, PAC, Finanziaria di Valle Camonica. Oltre 20 le realtà coinvolte nella ricerca partecipata alla base del testo.

Per informazioni: Visit Cemmo (pagina Facebook, profilo Instagram)

Durante la puntata di VocePRESENTE di venerdì 5 luglio (ore 10:10 di mattina) manderemo in onda le interviste a Giovanni Parolini, Alberto Bianchi e Marco Mottinelli, di cui qui abbiamo fornito solo alcuni estratti. Dopo la messa in onda, la puntata si potrà riascoltare dalla pagina della trasmissione.

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