I consiglieri di minoranza Diego Cenini e Mario Rizzi di Ponte di Legno sono contrari alla costruzione e gestione, così come prevista dall’amministrazione, del Centro benessere in fase di progettazione.

Sono diverse le motivazioni argomentate dai due: innanzitutto, scrivono in un comunicato, l’ubicazione del centro è inidonea, in quanto sorgerà in mezzo a palazzi stile anni ‘70, in un contesto non naturale.

Inoltre la struttura è frutto di un appalto che sulla carta è palesemente in perdita di milioni all’anno; la sola offerta presentata è stata quella della SIT, che fa capo a Mario Bezzi, al tempo della stesura dell’appalto capogruppo di maggioranza e consigliere comunale e contemporaneamente presidente della SIT.

Sui costi  di gestione previsti, l’opposizione dalignese scrive che “3 milioni di euro annui ci vorranno solo per l’affitto, che non saranno verosimilmente coperti con pagamenti diretti se non con contropartite celate da convenzioni ed altri affidamenti”. Sarà possibile onorare l’affitto trentennale a condizione che la società Sit paghi verosimilmente il dovuto non in soldi ma in opere, sistema già collaudato con le centraline idroelettriche. “Tutto normale se non fosse che l’appaltante e l’appaltatore, il controllato ed il controllore fanno capo alla medesima persona”, commentano Cenini e Rizzi, che passano poi a parlare della demolizione del palazzo, che costerà, valore e smantellamento, tre milioni di euro. “Già il parcheggio è stato un danno erariale enorme (18 milioni di Euro), al quale si aggiungerebbe anche questo”.

La minoranza si dice contaria anche al trasferimento degli uffici comunali per ragioni logistiche e funzionali, nel palazzo ex scuole, i cui locali possono essere adibiti a sedi di associazioni di volontariato, biblioteca; ecc. per altro, non è presente una sala consigliare come l’attuale, che si presta a incontri pubblici.

Secondo i due infine nel luogo non esiste acqua calda, ma “solo acqua ferruginosa portata da S. Apollonia: è un centro benessere, non sono terme”.

I consiglieri di minoranza si sono dichiarati “favorevoli alla realizzazione di un centro benessere nella vetusta piscina da ristrutturare (di proprietà SIT), o collocato in mezzo a prati e boschi adiacenti al centro abitato e lontano dai fumi del parcheggio e dai condomini degli anni ’70, purché la progettazione sia affidata ad un pool di professionisti residenti contenendone i costi”.

Nelle conclusioni del documento Diego Cenini e Mario Rizzi propongono un referendum popolare per scegliere il progetto migliore tra quelli presentati in Comune.

Share This