Sono state una Quaresima e una Pasqua silenziose quelle vissute a Cerveno, dove il Santuario della Via Crucis, le cosiddette Capèle, tradizionale meta di preghiera del periodo, è rimasto chiuso al pubblico.

“Quest’anno abbiamo vissuto un tempo particolare ma anche straordinario, perché è vero che il coronavirus non ci ha permesso di celebrare insieme questo tempo forte, che celebra il Mistero della nostra fede, ma ci ha fatto dono di riscoprire il grande dono della preghiera, con la quale abbiamo sperimentato la comunione con Dio e i fratelli” racconta il parroco di Cerveno don Giuseppe Franzoni “Per questo in Quaresima, oltre che a tenere aperta la chiesa per dare la possibilità di una visita personale a Gesù, ho utilizzato Whatsapp per raggiungere i parrocchiani, proponendo la preghiera in famiglia e offrendo una semplice lectio divina delle domeniche di Quaresima. Inoltre ho mantenuto il contatto telefonico con i malati e gli anziani per sentire come stavano e per fare una semplice chiacchierata”.

Cerveno ora si prepara a un appuntamento molto sentito, ma che quest’anno si dovrà svolgere a porte chiuse, la Festa del Santuario della Via Crucis, che cade il 19 aprile, Domenica della Divina Misericordia.

A presiedere la celebrazione Eucaristica, a porte chiuse, si recherà in Vallecamonica il Vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada. La messa delle ore 16.00 sarà concelebrata da don Mario Bonomi, Vicario territoriale della zona I e parroco di Breno, e da don Giuseppe Stefini, vicario della zona San Siro e parroco di Cividate, e dal parroco don Giuseppe. Verrà trasmessa in diretta da TeleBoario (canale 71) in modo da raggiungere tutti i fedeli che la vorranno seguire.

“Negli anni presedenti celebravamo la Messa dopo aver accolto i pellegrini che giungevano dai vari paesi e al termine i cervenesi distribuivano il dono della spongada ai pellegrini” ricorda don Franzoni “Quest’anno celebriamo la Messa senza i cervenesi e senza pellegrini, ma con il Vescovo abbiamo deciso di celebrarla ugualmente principalmente per pregare per tutti i malati e i defunti della nostra Valle che sono stati contagiati dal coronavirus, e anche per sottolineare l’importanza del Santuario della Via Crucis, luogo di culto e devozione per i cervenesi, per i valligiani e per tutti i bresciani”.

E la tradizione del dono della spongada? “Non la lasciamo cadere. La doneremo al Vescovo e ai sacerdoti presenti, che manifestano la vicinanza della chiesa bresciana alla nostra terra. Le spongade verranno inoltre recapitate agli ospiti del Centro Paolo VI di Brescia, persone in fase di guarigione da coronavirus che non possono ancora far rientro in famiglia: loro sono i veri pellegrini quest’anno” sottolinea don Giuseppe.

Inoltre, stimolati da alcune mamme, la parrocchia e l’amministrazione comunale quest’anno doneranno la spongada, accompagnata da un disegno realizzato dai bambini, ai cervenesi, che rappresentano tutta la popolzione della Valle.

“Un grazie sincero al Vescovo Pierantonio che ha accolto, in questo tempo di sofferenza e di speranza, l’invito di vivere il mistero di Cristo morto e risorto con noi” conclude don Giuseppe.

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