E’ un furto che sembra più un atto vandalico, quello avvenuto nei giorni scorsi a quota 2.000 metri a Cevo.

 

Ignoti, infatti, hanno scassinato i lucchetti di un deposito e rubato due lame ed una motosega che facevano parte degli strumenti utilizzati dai volontari per i lavori di messa in sicurezza e restauro dell’ex caserma Campellio, i cui ruderi risalgono alla Prima Guerra Mondiale.

Un furto che si prende gioco del lavoro di decine di volontari che da anni stanno sistemando questo luogo simbolico che, il 3 aprile 1916, fu teatro di una valanga che uccise 86 militari. Ad ogni modo, i lavori proseguono, coordinati da Mauro Bazzana del Comitato Caserma Campiello: a volere il restauro fu il professore Andrea Belotti, la cui idea è stata negli anni scorsi presa in considerazione dalla Comunità Montana e dal Parco Adamello, che hanno predisposto il progetto, a cui hanno preso parte anche il Comune di Cevo e gli studenti dell’Istituto Olivelli Putelli, che hanno effettuato una ricerca topografica.

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