È in programma nelle prossime ore l’incontro in Campolaro tra la Provincia di Brescia e i sindaci di Bienno e di Breno per presentare i lavori utili a riaprire la strada provinciale 345 che sale verso Bazena.

Intanto le continue vicissitudini della Tre Valli stanno esasperando Vito Gelmini, il gestore del rifugio Bazena, che ha deciso di presentare un esposto in Prefettura e in Tribunale. Secondo il rifugista, a conti fatti, in quindici anni di attività, gli sarebbero stati preclusi più di due anni di lavoro, procurandogli un danno economico, visto che l’affitto del rifugio è di oltre 20mila euro l’anno.

L’esposto servirà quindi per chiedere accertamenti atti a individuare eventuali responsabili delle chiusure che hanno penalizzato il suo locale, e procedere nei loro confronti, anche formulando una denuncia qualora dovessero emergere reati.

Nei primi 3 o 4 anni da gestore Gelmini non si era mai visto chiudere la 345, anzi: era percorribile per tutto l’anno. Ma dal 2010 la Provincia ha iniziato a chiudere la strada anche “per intere settimane, e soprattutto senza preavviso”, reclama il gestore.

Negli ultimi anni le interruzioni imposte dal Broletto avrebbero impedito al rifugio di lavorare a pieno ritmo: nel 2018 a Pasqua e poi da ottobre, per nove mesi, si è chiuso al transito, e così è stato nell’inverno 2019-2020. Fino alle difficoltà di quest’anno, con la grossa valanga che ha invaso la strada, ripulita solo a marzo.

el frattempo anche l’onorevole camuno Beppe Donina ha scritto a prefetto e presidente della Provincia per chiedere le ragioni che impediscono la riapertura del tratto di sp 345.

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