Andranno a processo con il rito abbreviato Gian Bettino Polonioli, ex sindaco di Cimbergo, e Pier Danilo Ricaldi, assessore all’Agricoltura del medesimo Comune, all’interno dell’inchiesta sugli alpeggi “fantasma” di cui la settimana scorsa si è tenuta l’udienza preliminare.

Oltre ai due camuni nel mirino dell’inchiesta portata avanti dalla Procura di Bergamo sono finiti anche Gianmario Bana e le due figlie di 27 anni, oltre ad un altro imprenditore anche lui 27enne, che sono stati rinviati a giudizio. Secondo l’accusa, i sette sarebbero artefici di una truffa ai danni dell’Unione Europea: imprese agricole della Bergamasca e del Cremonese, tramite alcune false attestazioni, erano riuscite a dimostrare di avere in gestione dei pascoli arborati in Vallecamonica.

Al centro del caso, l’alpeggio Alpe Frisozzo di Cimbergo, che Bana si sarebbe accaparrato tramite un bando con la cifra record di 8.500 euro: quindi, attraverso le figlie che avrebbero fatto da prestanome, avrebbe ottenuto finanziamenti europei in virtù della loro giovane età. Una schema che poi si sarebbe ripetuto anche a Paspardo.

I carabinieri forestali di Breno, però, avrebbero accertato che i pascoli oggetto dei fondi sarebbero stati in realtà appezzamenti inaccessibili. Secondo il Pm titolare dell’inchiesta, scrive il Giornale di Brescia, Polonioli avrebbe “permesso alla famiglia Bana di aumentare gli ettari pascolabili e deliberando in sede di giunta, senza alcuna previa procedura di evidenza pubblica, l’integrazione della superficie pascoliva dell’Azienda Agricola Burnigaia”. Ricaldi, invece, avrebbe effettuato “la sorveglianza dei pascoli interessati dalla condotta truffaldina al fine di allontanare chiunque avesse potuto notare l’assenza o l’estrema esiguità di animali al pascolo”.

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