E’ di trenta capi il bottino della battuta estiva di caccia al cinghiale condotta nei terreni agricoli del lago d’Iseo. A portarla avanti sono state delle cosiddette “sentinelle delegate” dagli stessi agricoltori, che hanno chiesto aiuto per contenere la diffusione degli ungulati, che creano loro non pochi problemi.

La battuta era cominciata a maggio, con la prima autorizzazione concessa all’azienda agricola Leonardo di Sale Marasino e la soppressione di ventidue capi. Successivamente, l’operazione si è estesa anche ad altre aziende di Zone, Marone e della località Nandovere di Sale Marasino.

I capi abbattuti sono stati poi portati al centro per la lavorazione delle carni, dove i tecnici li hanno sottoposti ai controlli del caso per quanto riguarda la peste suina, risultando tutti negativi. Ora la Regione dovrebbe dare una nuova autorizzazione per consentire il contenimento anche durante l’autunno e l’inverno.

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