(foto Giornale di Brescia)

L’arrivo del premier Conte a Brescia è stato annunciato solo nel tardo pomeriggio di lunedì. La visita, attesa per le 22, è slittata a dopo la mezzanotte.

La toccata e fuga del premier in Lombardia è iniziata da Milano, dove, tra l’altro, il governatore Attilio Fontana gli ha consegnato il report del Patto per lo sviluppo, incentrato sul sostegno alle famiglie, alle imprese e al trasporto pubblico locale. È seguita una visita di un’ora a Bergamo, l’incontro col prefetto Ricci e il sindaco Gori, quindi l’arrivo a Brescia, nel cortile del Broletto, pochi minuti prima dell’una, accolto dal prefetto Attilio Visconti, dal sindaco Emilio Del Bono e dalle autorità sanitarie locali.

“Sono qui per rendere omaggio al coraggio e all’abnegazione dimostrate dalla città messa a dura prova, in particolare al personale sanitario – ha detto il premier in un brevissimo incontro con la stampa locale – La fase rimane critica ma siamo fuori da quella peggiore. Troveremo un modo per dare maggiore sostegno alle realtà più colpite come quella di Brescia” ha aggiunto Conte, parlando anche del sostegno alle imprese.

L’intervento del premier davanti alla stampa si è concluso dopo circa 8 minuti. Poi è salito negli uffici della Prefettura per incontrare le autorità locali. Qui il presidente del Consiglio ha chiesto ai suoi interlocutori delle difficoltà incontrate e indicazioni su come ripartire in sicurezza.

Richieste di misure speciali per l’economia di Brescia gli sono state rivolte dal sindaco Del Bono, oltre a più tamponi e test. Del Bono ha anche invocato, nel colloquio con il premier, un metodo nella mappatura della popolazione, riprendendo gli appelli lanciati nelle scorse settimane alla Regione, accennando anche al complesso tema della necessità di avere una maggiore assistenza sanitaria sul territorio.

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