Si è svolta a Milano alle 17:00 di venerdì la conferenza stampa indetta da Regione per fare il punto quotidiano sull’emergenza Coronavirus in Lombardia.

Un aggiornamento molto atteso, soprattutto per capire se le misure attuate insieme al Governo e valide fino al primo marzo verranno protratte per un’altra settimana.

L’assessore Gallera ha affermato che il Pirellone ha intenzione di mantenere per un’altra settimana, sia nei Comuni della zona rossa che in tutta la regione, i provvedimenti previsti dall’ordinanza del 23 febbraio.

“Questa è la nostra proposta, dati scientifici alla mano, affinché si possa presto voltare pagina” ha detto Gallera alla stampa, aggiungendo: “Le misure adottate, alla luce dei dati emersi finora, sono assolutamente valide e hanno permesso il contenimento della diffusione del virus”.
“Solo con 14 giorni di rallentamento della vita sociale possiamo capire se la diffusione passerà da 1 a 2 a 1 a 1” ha spiegato ancora Gallera.

Sul fronte scuole, forse quello monitorato con più attenzione in questo momento dalle famiglie lombarde, il premier Conte ha dichiarato: “Ci sarà un aggiornamento sabato“, quando sarà emesso il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che riguarderà l’intera situazione nazionale. Allo stesso tempo dalla Lombardia è stata avanzata la proposta di effettuare l’e-learning, già messo in atto da alcuni istituiti e atenei questa settimana.

Sempre in conferenza stampa Gallera ha snocciolato alcuni numeri relativi al virus: “Attualmente in Lombardia ci sono 531 positivi, di cui 235 ricoverati in ospedali lombardi, 85 di questi in terapia intensiva”. Il 10% dei positivi fa parte del personale sanitario.

Complessivamente i decessi in Lombardia, relativi a pazienti in stato di salute già molto compromesso, è di 17 persone, la maggioranza dei quali era ultraottantenne.

Gallera ha poi ribadito che, poiché dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre due persone, bisogna fare il possibile per evitare che la diffusione si estenda, altrimenti gli ospedali andranno in grave crisi. Il Covid-19 per il 90% dei pazienti è facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva, ha ricordato l’assessore. Per questo la Regione Lombardia vuole chiedere ai cittadini un ulteriore sacrificio.

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