Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Brescia, su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di undici persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione e turbativa d’asta in concorso.

Nell’ambito dell’inchiesta, tra le undici persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare c’è l’ex sindaco di Malonno, Stefano Gelmi, ora in carcere.

Per cinque persone sono stati disposti i domiciliari, mentre per altre cinque l’obbligo di dimora.

Le indagini, avviate lo scorso mese di giugno sotto la costante direzione della Procura di Brescia, hanno preso le mosse da alcune segnalazioni circa presunte irregolarità amministrative nella gestione degli appalti pubblici nel settore edilizio a Malonno.

Il sistema adottato e riscontato in almeno tre appalti era molto semplice.

Le ditte compiacenti venivano informate preventivamente della pubblicazione del bando di gara al fine di poter “saturare” con le loro offerte il numero dei concorrenti ammissibili alla procedura negoziale e ridurre al minimo i “ribassi” di offerta. Le ditte costituivano una vera e propria “cordata” allo scopo di far vincere una determinata impresa e beneficiare dei conseguenti sub-appalti, evitando così una “scomoda” concorrenza.

Tutti, a vario titolo, realizzavano un profitto a spese della collettività: gli amministratori pubblici ottenevano denaro contante o commesse per i propri familiari, gli imprenditori appalti con cospicui margini di guadagno.

In un caso essendo pervenuta un’offerta “anomala” i responsabili della procedura consentivano di prelevare le buste con l’offerta economica della ditta “non allineata” al fine di modificare quella già presentata della ditta che avrebbe dovuto vincere la gara.

L’importo degli appalti irregolarmente assegnati ammonta a circa 1 milione di euro.

Share This