Salgono a 2.778 le vittime di Covid-19 in provincia di Brescia: il bilancio si aggrava ulteriormente dopo i 5 decessi comunicati ieri da Ats Brescia. Sono 26 i morti bresciani da inizio novembre.

I nuovi casi sono 319, ai quali si aggiungono i 36 rilevati da Ats della Montagna in Vallecamonica. La Valle registra altri 14 guariti.

Bresciaoggi riporta un grafico in cui si delinea una mappa dei Comuni che hanno la percentuale più alta nel rapporto tra numero di contagi e popolazione residente. In cima a questa lista, subito dopo Vestone, c’è Capo di Ponte, che da inizio emergenza ha segnato 90 casi, con un indice del 3,84%. Attualmente a Capo di Ponte sono 25 i positivi tra la popolazione comunicati dal sindaco, più 18 persone in isolamento. Seguono Breno, con 3,78% e 182 casi, e Borno, con 3,31% e 86 casi.

Intanto prosegue il dibattito sull’assegnazione della fascia rossa all’intera Lombardia, con le associazioni di impresa che ieri hanno sottoscritto un appello al Ministero della Salute e al presidente della Regione per chiedere che si passi dalla zonizzazione di perimetro regionale ad una con criterio provinciale, laddove i 21 indici sanitari dimostrino che l’area bresciana non si caratterizza con lo stato di crisi sanitaria di massima gravità.

Al contempo medici e infermieri invocano il blocco nazionale: anche Ottavio Di Stefano, presidente dell’Ordine dei medici di Brescia, conferma l’adesione dei camici bianchi bresciani al grido di allarme lanciato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici: zona rossa nazionale immediata per frenare i contagi prima che non si riesca più a invertirne la tendenza.

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