Un’altra giornata tranquilla è trascorsa in Vallecamonica sul fronte dei contagi: 19 nuovi casi tra la popolazione e il doppio di guariti: ben 38 in più. Nessun aggiornamento, fortunatamente, sul numero di decessi. I dati sono stati comunicati, come ogni giorno da Ats della Montagna. Ats Brescia fornisce invece dati più “corposi” per il resto della provincia: più di 350 casi, un bel balzo dopo gli 89 nuovi casi di martedì. In Lombardia mercoledì 2.994 nuovi casi e 106 morti, con un aumento dei tamponi eseguiti.

Nel frattempo il governo prepara la stretta per le festività, anche se le ipotesi sono ancora sul tavolo. La prima è quella sostenuta dai rigoristi, una zona rossa per tutta l’Italia dal 24 dicembre al 6 gennaio. Il compromesso più probabile prevede un’Italia in rosso dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio, otto giorni in cui varrebbero tutte le regole delle regioni rosse: vietato ogni spostamento, non solo in entrata e in uscita dalla propria regione ma anche all’interno del comune di residenza, salvo esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità. In quei giorni dovrebbero rimanere chiusi tutti i negozi, nonché ristoranti e bar.

C’è poi un’ulteriore ipotesi, più soft, che prevede l’istituzione di una zona arancione con spostamenti bloccati fuori dal proprio comune e di chiudere bar e ristoranti. Già disposte dal ministero dell’interno le misure sul fronte dei controlli delle forze dell’ordine che si concentreranno soprattutto nell’ultimo fine settimana prima di Natale, quello del 19-20 dicembre, oltre che nelle giornate in cui verranno disposte le restrizioni più dure.

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