Se prima dell’arrivo del Covid la Croce Rossa di Breno era operativa soltanto nel fine settimana, con turni dalle 20:00 del venerdì alle 22:00 della domenica, con il lockdown e l’emergenza sanitaria la delegazione camuna che fa capo a Palazzolo si è data da fare per tamponare qualsiasi necessità, 7 giorni su 7: dal trasporto in ospedale al soccorso di persona, dalla consegna a domicilio all’assistenza fino ai servizi di sanificazione.

Il gruppo guidato da Sandro Vielmi è cresciuto e si è fatto apprezzare dai cittadini e dalle istituzioni locali, tanto che il sindaco di Breno Alessandro Panteghini e il presidente della Comunità montana Sandro Bonomelli hanno scritto una lettera ad Areu Lombardia per chiedere l’apertura a Breno di un presidio attivo 24 ore su 24. La Cri di Breno dispone di una sede, recentemente ristrutturata, idonea all’operatività completa, possiede strumentazione all’avanguardia e un buon parco macchine.

Nei giorni scorsi aveva raggiunto il numero massimo di partecipanti alla serata di presentazione del corso base per diventare volontari. Nella lettera si fa leva anche sul fattore tempo, fondamentale per qualsiasi intervento: il servizio 118 è operativo a nord nella postazione di Forno Allione, e a sud a Fucine di Darfo, perciò potrebbe rivelarsi strategico in media Valle. Ora si attende una risposta da parte del direttore di Areu Alberto Zoli, che sarebbe dovuto salire in Vallecamonica per un incontro pubblico, cancellato alla luce delle nuove restrizioni.

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