La campagna per le vaccinazioni antinfluenzali prenderà il via il prossimo mese di ottobre regolarmente, in linea con le disposizioni del Ministero della Salute. Lo rende noto Regione Lombardia.

In tempo di Covid, secondo gli esperti, l’antinfluenzale può depotenziare quanto meno i possibili effetti del coronavirus nei soggetti più a rischio, oltre ad evitare la sovrapposizione dei sintomi, e quindi ridurre i tempi di diagnosi nonché le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso.  

Regione Lombardia ha annunciato di aver acquistato 2,4 milioni di vaccini, l’80% in più dello scorso anno. La precedenza verrà data ai soggetti più fragili: agli over 65, alle categorie più a rischio, ai medici, infermieri, operatori sanitari e socio sanitari, e ai bambini fino ai 6 anni. Per gli over 65 sono stati acquistati, fra gli altri, 800.000 vaccini tetravalenti e per i cittadini over 65 più fragili oltre150.000dosi di una tipologia di vaccino ad alta protezione Per i più piccoli verrà utilizzato un nuovo vaccino spray.

La distribuzione ai medici e ai pediatri di famiglia avverrà anche quest’anno attraverso le farmacie. E proprio a proposito di questo Federfarma Brescia è intervenuta con una nota dichiarando che ha riscontrato la sostanziale impossibilità, da parte delle case farmaceutiche, a cedere alle farmacie dosi vaccinali, perché la produzione è stata assorbita dalle richieste avanzate dalle Amministrazioni regionali, i cui acquisti hanno fatto registrare un incremento medio del 43% circa, con picchi anche superiori al 100%, rispetto alle acquisizioni della passata stagione.

“Le farmacie sono pronte a distribuire i vaccini messi a disposizione dal Sistema sanitario, anche per conto delle Amministrazioni regionali che vorranno renderli disponibili – afferma il presidente di Federfarma Brescia Clara Mottinelli – In questa prospettiva, Federfarma chiede l’adozione di un provvedimento legislativo che abiliti espressamente il farmacista a inoculare i vaccini, come del resto già avviene in molti Paesi dell’Unione Europea, anche nell’ottica di future campagne vaccinali anti-Covid”.

Federfarma sottolinea con il suo appello il fatto che ci possa essere “il rischio che, in assenza di un canale capillarmente diffuso e facilmente raggiungibile da tutti, quale è la farmacia, molti cittadini, appartenenti soprattutto alla fascia attiva della popolazione e quindi sottoposti a un maggior rischio di contagio, si trovino nell’impossibilità di vaccinarsi”.

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