Una fisarmonica, un fiasco di vino e un gruppo di amici.

Bastava poco, un  tempo, per passare ore in un’osteria a cantare. E le canzoni erano quelle  della tradizione popolare, in italiano oppure in dialetto.

Pare che questa musica popolare stia scomparendo. Ma c’è già chi la vuole salvare: è il Distretto Culturale di Vallecamonica, nell’ambito del progetto “Maraèa, la meraviglia di una comunità” finanziato dalla Regione. L’archivio della memoria della Vallecamonica vuole radunare – attraverso una serie di  serate in osteria – chi la conosce, chi l’ha incontrata e chi la vuole tramandare.

Saranno esperti e musicisti a intonare i canti per cinque venerdì più una domenica (tra le 21 e le 21.30), in diversi locali camuni.

Gli incontri alla ricerca delle origini della musica popolare camuna iniziano questo venerdì, 20 aprile, all’osteria Sarna di Paline di Borno, accompagnati dalla fisarmonica di Giacomo Zerla. Si prosegue la settimana prossima, il 27, a Cevo – osteria Da Sisto – con i maestri Marco Davide e Ferdinando Mottinelli.

Si tornerà a Cevo, nella Tana dei Bravi, il 18 maggio, sempre con Davide e Mottinelli. Domenica 29 aprile Germano Melotti e la sua fisarmonica saranno alla Tana di Mario di Gianico. Il musicista sarà nella sua terra, a Monno, al bar Gatto Nero, il 4 maggio insieme a Enrico Caldinelli.

Venerdì 25 maggio infine, sarà la cantina di Esine ad ospitare il fisarmonicista Giacomo Putelli.

Chi ne sa qualcosa, della musica popolare camuna, è pregato di recarsi nelle osterie.

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