Erano state calate a 40 metri di profondità quattro anni fa. 

Sabato a Montisola, sono riemerse le migliaia di bottiglie di millesimo 2014 dell’Azienda Agricola Valle Camonica di Alex Belingheri.

Per la precisione 4.080 bottiglie, più 100 magnum da un litro e mezzo e 30 jéroboam da tre litri di vino spumante Nautilus CruStorico.

Si tratta della produzione del 2014, depositata in fondo al lago nel giugno del 2015. Al recupero delle 9 ceste, a Peschiera Maraglio, ha partecipato una squadra di operatori tra sommozzatori e manovratori della chiatta in quella che ovviamente era un’operazione più che delicata. Nel contempo sono stati calati sul fondale i vini della scorsa vendemmia 2018 di Nautilus CruStorico, che affiancano i millesimi 2016 nelle profondità del lago d’Iseo.

Un esperimento mai tentato prima in acque lacustri: il millesimo 2014 è il primo a rimanere ben 48 mesi in immersione.

Si tratta di un mix non riproducibile in cantina, quello che si crea sott’acqua: a cominciare dalla temperatura, che resta costante a 5 gradi, così come la pressione fissa a 4 bar. Inoltre, le profondità del lago preservano il vino dalla luce e dall’influenza delle fasi lunari.

L’azienda agricola di Belingheri si trova ad Artogne, ma i vigneti sono a Cividate Camuno, nella zona Belvedere di Berzo Inferiore e dell’Annunciata di Piancogno, tra i 250 e gli 800 metri di quota.

Intanto in quota prosegue un’altra sperimentazione: al lago dell’Aviolo, sopra Vezza d’Oglio, Belingheri ha inabissato a 10 metri di profondità l’Estremo, vino da uve a bacca bianca.

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