Una targa celebrativa ed una medaglia d’oro: è quanto ha ricevuto il cavalier Luigi Adolfo Zeziola nel pomeriggio di domenica, in una cerimonia tenutasi a Darfo in occasione del suo centesimo compleanno. Nato il 21 dicembre 1920, Zeziola si è distino per il suo impegno pluridecennale come economo e memoria storia della sezione darfense dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, dal cui presidente lombardo ha anche ricevuto una lettera di ringraziamento.

Fin da giovanissimo Zeziola si adoperò per aiutare la madre Antonietta, lavorando all’ex Ilva di Darfo fin quando, nel 1939, ricevette una lettera da Brescia per il periodo di ferma militare. Da lì, il trasferimento a Fano, dove seguì un corso per l’utilizzo della radio. Tramite questa, durante la Seconda Guerra Mondiale, restò in contatto con i vari reparti: la radio, però, gli salvò anche la vita.

Era il 1943, quando Zeziola si trovava in Albania come Fante del Reggimento 94° Fanteria divisione Messina. Appena un aereo tedesco li sorvolò, furono stesi dei teli rossi per segnalare la propria posizione, stessa cosa che fecero i partigiani con i teli recuperati dai compagni fatti prigionieri. Il pilota, nella confusione sganciò una bomba a vuoto sui partigiani ed una sui soldati, provocando 4 morti e 21 feriti.

Tra questi, anche Zeziola che, colpito alla mascella ed ad un orecchiò, si salvò grazie alla radio, che gli coprì la testa. Da lì il ricovero a Siracura ed il ritorno prima a Brescia e poi in Valle, dove riprese a lavorare. La cerimonia di domenica, causa norme anti-Covid si è tenuta in forma ristretta, ma tutta la comunità si è stretta virtualmente intorno a Luigi, circondato dai 5 figli, dai 4 nipoti e dai 6 pronipoti.

[Foto da Montagne e Paesi]

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