Bettino Puritani, il 53enne camuno accusato dell’omicidio volontario di Vincenzo Arrigo, è stato sottoposto ieri mattina all’interrogatorio di convalida dell’arresto.

Un interrogatorio durato più di un’ora durante il quale l’indagato ha ribadito quanto dichiarato nelle ore successive all’arresto, ovvero che il delitto del 59enne che da ottobre era diventato il suo coinquilino è stato compiuto per legittima difesa.

L’epilogo di una discussione con urla, calci e pugni e infine con la roncola, afferrata per prima da Arrigo. Puritani avrebbe cercato di difendersi a mani nude. Prova ne sarebbero le ferite riportate dall’arrestato, compatibili con l’oggetto contundente. Puritani è poi riuscito a impossessarsi della roncola e a quel punto è stato lui a colpire, ferendo mortalmente il compagno.

La difesa, l’avvocato Marino Colosio, ha chiesto una misura cautelare meno afflittiva della custodia in carcere per Puritani. Secondo il pm Paolo Savio, invece la misura cautelare deve rimanere quella del carcere. Il gip Lorenzo Benini si è riservato la decisione.

Un grosso aiuto per determinare la posizione di Bettino Puritani potrebbe arrivare agli inquirenti dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza e dalle immagini registrate nel centro storico di Esine dove si è consumata la lite.

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