Tornerà davanti a un giudice per il processo d’appello il 57enne di Ceto che in primo grado era stato condannato a sei mesi di reclusione, e pure al pagamento di una provvisionale di tremila euro alle vittime per ricettazione.

Nell’agosto del 2013 l’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe cercato di farsi consegnare cinquemila euro da una coppia di Angolo Terme per non divulgare alcune fotografie particolarmente audaci. Le immagini erano nella cassaforte della coppia quando, due anni prima, la casa dei due era stata svaligiata. Entrato in possesso degli scatti in un secondo momento, il 57enne camuno li avrebbe recapitati ai diretti interessati insieme alla richiesta, scritta di suo pugno, di denaro.

Marito e moglie si erano rifiutati di pagare e si erano rivolti ai carabinieri denunciando il tentativo di estorsione. Gli inquirenti si erano dovuti rivolgere ai colleghi del Ris di Parma, che erano riusciti a isolare sulle foto e sul manoscritto alcune impronte digitali arrivando così a identificare il colpevole, già noto per avere precedenti condanne per furto.

Poi l’iscrizione nel registro degli indagati e il rinvio a giudizio al termine dell’udienza preliminare. Il processo, celebrato davanti al Tribunale in composizione monocratica, l’aveva condannato per la ricettazione assolvendolo però dall’accusa di tentata estorsione perché, secondo il giudice, se da un lato, le impronte dell’imputato sulle foto in questione comprovano la loro disponibilità in capo al medesimo, dall’altro nulla dicono sull’autore del manoscritto a finalità estorsiva.

Ecco quindi l’assoluzione dall’accusa più grave, affiancata dalla condanna per la ricettazione delle foto. Ora si tornerà in aula per l’appello.

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