(Nella foto d’archivio lo sciopero dello scorso anno alla Diamalteria)

Ci sono anche la Diamalteria Italiana Srl e la Ferrarelle Spa di Boario tra le undici associazioni datoriali che si sono rifiutate di firmare il rinnovo del contratto nazionale degli alimentaristi 2019-2023. Di fronte allo strappo sono state proclamate mobilitazioni in tutte quelle aziende che non hanno ad oggi aderito e non riconoscono il nuovo contratto di lavoro.

Per perseguire questo obiettivo e per dare il giusto riconoscimento alle lavoratrici ed ai lavoratori di un settore, che anche durante la crisi sanitaria dovuta al Covid-19, ha sempre garantito l’approvvigionamento alla piccola e alla grande distribuzione e garantendo la redditività delle imprese del settore, Fai, Flai e Uila hanno deciso di riconfermare il blocco degli straordinari e delle flessibilità e a partire dal 9 ottobre, sono state proclamate le prime quattro ore di sciopero” scrivono i sindacati Fai Cisl Brescia, Flai Cgil Vallecamonica Sebino e Uila Uil Brescia, capitanati rispettivamente da Marta Paiardi, Donato Bianchi e Michele Saleri.

Insieme alle Rsu ed ai lavoratori è stata condivisa la mobilitazione messa in campo dalle Segreterie Nazionali e sono state decise 4 ore di sciopero da effettuare alla fine di ciascun turno produttivo, con il presidio della portineria. Si inizia oggi, venerdì 9 ottobre, alla Diamalteria, e si prosegue venerdi 16 ottobre per Ferrarelle Boario.

I sindacati di categoria ricordano: “Ferrarelle ha dismesso il mese scorso la produzione di bottiglie in vetro, giustificando la scelta di strategia industriale con un futuro incremento delle produzioni in Pet e con la necessità di spazi per poter realizzare il piano industriale. Come OO.SS e Rsu saremo attenti nella verifica che questo aumento di produzione avvenga nei tempi previsti come illustrato al tavolo sindacale dello scorso luglio”.

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