Sono oltre 500 gli agricoltori e gli allevatori giunti da tutta la provincia di Brescia, e anche dalla Vallecamonica, a Milano, questo martedì, di fronte a Palazzo Pirelli, per far sentire la propria voce contro la diffusione ormai incontrollata dei cinghiali e per chiedere risposte certe e immediate e un cambio di passo sulle politiche relative ai piani di contenimento. La manifestazione è stata infatti organizzata in concomitanza con la seduta di Consiglio regionale sulla gestione della fauna selvatica e ai relativi danni causati all’agricoltura.

L’obiettivo della mobilitazione è far applicare subito a livello regionale le misure previste dal decreto interministeriale varato lo scorso anno per l’adozione di un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica

Ammontano a circa 1 milione di euro i danni provocati in un anno dai cinghiali nelle campagne bresciane, con assalti e raid che distruggono raccolti, produzioni, pascoli, e costringono gli agricoltori a intervenire per ripristinare quanto rovinato, adoperarsi periodicamente per fare manutenzione agli strumenti installati per cercare di fermare le incursioni, oltre che fronteggiare le perdite di produzione, di quote di mercato e redditività. Grande preoccupazione è stata espressa anche per il pericolo della diffusione della peste suina africana (Psa), portata dai cinghiali.

Accanto agli agricoltori e agli allevatori bresciani, guidati dalla presidente della Coldiretti Brescia, Laura Facchetti, anche sindaci e rappresentanti delle istituzioni del territorio. Tra di essi il sindaco di Edolo Luca Masneri, che ha definito la situazione molto grave anche per la nostra Valle: “Non è solo una questione agricola, ne va di mezzo la sicurezza dei cittadini anche a causa dell’aumento della fauna selvatica che invade strade e paesi. Inoltre la presenza senza controllo dei cinghiali causa problemi idrogeologici, perché il terreno dismesso e la modifica dei corsi d’acqua sui pendii creano frane e smottamenti. Bisogna affrontare in modo pragmatico la situazione con un efficace contenimento dei cinghiali, la corretta gestione della caccia, con azioni di sterilizzazione, oltre che rendere facilmente commercializzabile la carne” ha concluso il sindaco edolese.

Il governatore della regione Attilio Fontana, a margine della manifestazione di Coldiretti ha affermato: “Gli allevatori chiedono di iniziare un serio processo di eliminazione dei cinghiali da un lato per impedire che la peste suina possa diffondersi, dall’altro per evitare che i campi lavorati siano distrutti dall’eccessiva presenza di animali. La Regione Lombardia ha dimostrato questa volontà, se è vero che abbiamo emesso tre ordinanze che vanno nella direzione del contenimento delle specie invasive”. Ha poi preso la parola l’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi assicurando: “Nelle prossime settimane adotteremo il piano straordinario per il controllo della fauna selvatica, che nei fatti è già concretamente attuato, a partire dalle ordinanze operative”

La Consigliera regionale del PD Miriam Cominelli e il Vicepresidente del Consiglio Regionale Emilio Del Bono, bresciani, che hanno preso parte al presidio e hanno commentato: “La protesta di Coldiretti, che ha deciso di scendere in piazza sotto il Palazzo del Consiglio Regionale, certifica il fallimento della destra che governa la Lombardia anche sulle politiche agricole, che spaziano dai mancati ristori alle inefficaci azioni di contenimento della fauna selvatica. Come Partito Democratico denunciamo da tempo l’immobilismo di Regione Lombardia sui temi che oggi Coldiretti ha portato in piazza”.

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