Venerdì e sabato prossimo saranno gli ultimi due giorni disponibili, per ora, per visitare la mostra “Baitone-Il gigante dormiente”, voluta dalla Pro Loco di Sonico e patrocinata dal Comune, allestita all’interno della sala Ida Mottinelli.

Tramite la ricerca effettuata da Giacomo Fanetti e Daniele Romelli e durata un anno e mezzo è stato possibile ricostruire la storia della diga del Baitone, i cui lavori iniziarono nel 1927 e si conclusero nel 1930. Una storia che parte da molto lontano, ovvero da quando -prima del 1800- l’area dove poi sarebbe sorta la diga era nota come “lago di Sonico”, rinomato soprattutto per le trote che vi si pescavano.

Le conseguenze della seconda rivoluzione industriale e l’avvento delle nuove tecnologie legato all’uso dell’elettricità hanno portato a vedere quello specchio d’acqua come nuova fonte di reddito e di opportunità: si è giunti così, dopo vari progetti e l’opposizione dei residenti, all’inizio dei lavori di quella che sarebbe diventata la diga del Baitone. Lavori che, rivela la mostra di Fanetti e Romelli, fece anche sei vittime tra i suoi lavoratori, travolti da una slavina nel maggio del 1926.

I trentacinque pannelli della mostra, corredati da un libretto esplicativo, esplorano la storia della diga, grazie al materiale raccolto negli archivi comunali e dell’Enel, fino a giungere nella sede di quest’ultima di Napoli. Un modo per raccontare i retroscena di un’opera di cui i sonicesi stessi ma in generale i camuni sanno poco.

Come detto, la mostra è visitabile ancora per due giorni, venerdì 12 e sabato 13 agosto, dalle ore 17:00 alle 19:00. Si pensa, però, a riallestirla all’interno del Musil di Cedegolo, con date ed orari che saranno comunicati prossimamente.

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