La Diocesi di Brescia ha istituito il Fondo diocesano di solidarietà “do.Mani alla speranza”. Un gioco di parole che chiama tutti i fedeli, e primariamente la Caritas diocesana e i ministri ordinati, in particolare i presbiteri – come ha espressamente chiesto il Vescovo il Giovedì Santo annunciandone l’isituzione – a contribuire.

Il Regolamento del Fondo di solidarietà, dopo la presentazione al Vescovo e al Consiglio episcopale, è stato approvato dal Collegio dei Consultori e dal Consiglio diocesano affari economici. Stando ai dati diffusi una settimana fa, sono stati raccolti 214.402 euro, a cui si aggiungono i 250mila euro messi a disposizione dalla Caritas.

Le offerte dovranno essere tracciate, pertanto potranno pervenire in due modalità: con bonifico avente come beneficiario la Diocesi (Iban IT63C 03111 11236 0000 0000 3463 Causale Fondo solidarietà Covid-19) oppure con assegno bancario da consegnare all’Ufficio amministrativo della Curia indicando come beneficiario “Diocesi di Brescia – Fondo Solidarieta’ Covid-19”. L’elenco dei donatori resta riservato.

La liquidità del Fondo diocesano “do.Mani alla speranza” viene gestita direttamente dalla Caritas Diocesana attraverso i parroci con criteri di capillarità, collaborazione e sussidiarietà. In prima istanza, nelle varie parrocchie i parroci raccolgono le domande di aiuto attraverso modelli già predisposti; successivamente le richieste firmate dal parroco sono inviate alla Caritas diocesana, che procede a devolvere le risorse disponibili del fondo secondo la modalità concordata con il parroco. L’erogazione, a fronte di un reddito familiare percepito, è prevista per non più di tre mesi fino ad un massimo di: 400 euro al mese se singolo; 700 euro al mese se 2 componenti; 1.000 euro al mese per più componenti.

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