Con una decisione giunta a sorpresa, i giudici del processo di secondo grado a carico di don Angelo Blanchetti hanno disposto una perizia sulle capacità cognitive del giovane che accusò nel 2016 l’ex parroco di Corna di Darfo di abusi sessuali.

Per queste accuse, avanzate dal giovane (ai tempi 14enne ed oggi maggiorenne), il parroco da quattro anni è agli arresti domiciliari, dopo una condanna a cinque anni di carcere in primo grado. Il giovane aveva sostenuto che durante il percorso per ottenere il battesimo e convertirsi alla Chiesa cattolica, Blanchetti lo costringeva ad avere rapporti con lui.

La sua versione dei fatti aveva portato gli inquirenti a trovare a casa del parroco preservativi ed una coperta, la stessa descritta dal giovane, ma Blanchetti ha sempre negato. La pena nei confronti del sacerdote fu confermata in Appello ma respinta in Cassazione, che ha rimandato gli atti ad una sezione differente della Corte d’Appello, raccogliendo un’istanza della difesa.

Nel frattempo, la Diocesi di Brescia aveva versato un risarcimento alla famiglia del giovane utile per il suo percorso di studi. Secondo l’avvocato che difende il parroco, numerosi punti non sono chiari nella ricostruzione del ragazzo, a partire dalle date degli incontri con Blanchetti, testimoniate da degli accessi sul computer della canonica ma risalenti ad altre date. Con la disposizione della perizia, si torna così in fase di indagine: l’udienza è stata aggiornata al 3 luglio, quando saranno nominati i consulenti che dovranno stabilire le capacità cognitive del giovane.

Share This