Don Oscar Ziliani, il parroco di Vezza, Incudine e Vione, Canè e Stadolina, lunedì mattina si è svegliato dopo un calo delle dosi di sedativi deciso dai medici del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Grosseto. Il sacerdote bresciano ha parlato con i sanitari, che lo hanno dichiarato fuori pericolo e che lo trasferiranno a breve in un altro reparto, per la riabilitazione, forse alla Poliambulanza di Brescia, in modo da avvicinarlo alla famiglia, originaria di Sale Marasino.

Il 56enne era rimasto intossicato una settimana fa dal monossido di carbonio mentre era in visita, nel Senese, a don Alessandro Galeotti, ex compagno di seminario. Con lui c’era anche don Ermanno Magnolini, 68 anni, parroco a Berzo e Monte, che a sua volta è rimasto intossicato, ma in modo decisamente meno grave e che è già rientrato in Vallecamonica venerdì.

Proprio don Ermanno ha raccontato di essersi svegliato nel cuore della notte e di avere avvertito un malessere tale da non riuscire ad alzarsi. Solo la mattina seguente è scattato l’allarme, con l’intervento dei Vigili del fuoco e dell’elisoccorso, che ha trasportato i due sacerdoti all’ospedale di Grosseto, dotato di camere iperbariche. Il pericoloso gas è stato sprigionato da una canna fumaria dell’impianto di riscaldamento della casa parrocchiale di Quercegrossa dove i due alloggiavano.

La preoccupazione per le condizioni di salute di don Oscar ha subito mobilitato l’intera Diocesi: il Vescovo domenica ha invitato a pregare per lui. Inoltre venerdì i bambini dell’oratorio di Vezza d’Oglio hanno organizzato un momento di raccoglimento.

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