L’assessore regionale Fabio Rolfi si è recato in Vallecamonica per vedere da vicino i danni causati dal maltempo di inizio settimana.

Dopo aver sorvolato in elicottero alcune delle aree devastate da piogge e vento, venerdì mattina Rolfi, affiancato dal consigliere camuno al Pirellone Ghiroldi, ha incontrato a Edolo, nella sede del Consorzio Forestale dell’alta Vallecamonica, gli amministratori dei paesi più colpiti.

L’assessore ha voluto subito rassicurare i camuni: Regione Lombardia decreterà lo stato di calamità naturale e i fondi non tarderanno ad arrivare.

Il responsabile del settore Foreste della Comunità montana Gian Battista Sangalli ha tracciato il bilancio dei danni: da una prima stima di massima, i danni registrati in tutta la Vallecamonica ammonterebbero tra i quindici e i venti milioni di euro.

Il torrente che ha creato più problemi è stato sicuramente il Grigna in media-bassa valle, portando via pezzi di arginatura. Inoltre preoccupano l’area di San Pietro di Corteno e quella del torrente Figna di Ceto: aree da gestire con interventi mirati per evitare in futuro il ripetersi di simili disastri.

Inaspettati invece sono stati gli schianti causati dal forte vento proveniente da Sud, che lunedì sera ha divelto più di cinquecento ettari di bosco, la maggior parte situati nel Parco dell’Adamello. Trombe d’aria che hanno anche compromesso la viabilità agrosilvopastorale, tanto che la maggior parte delle vallate interne sono ancora inaccessibili. Per questo la stima è solo parziale: non si è ancora riusciti a raggiungere tutte le località colpite.

Le Amministrazioni, che stanno già compilando le schede da mandare al Pirellone attraverso la Comunità montana, hanno chiesto non solo di ottenere un aiuto economico per far fronte al disastro, ma anche avviare rapidi interventi di prevenzione su tutto il territorio.

La violenta tromba d’aria ha causato criticità soprattutto in quota, per questo Rolfi ha informato che è allo studio l’apertura di una misura specifica dedicata ai boschi nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, recuperando fondi inutilizzati su altre linee, per consentire il ripristino e la messa in sicurezza delle foreste.

Nei prossimi mesi occorrerà rimuovere tutto il legname caduto, e in tanti durante il vertice edolese hanno chiesto di impiegare per questo lavoro gli operai dei consorzi forestali, che potrebbero così risollevarsi dalla crisi che li colpisce da qualche anno.

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