La petizione per chiedere di rivedere il progetto per il nuovo infopoint/punto ristoro che dovrebbe sorgere a ridosso di ciò che resta della diga del Gleno si è chiusa con successo per i promotori.

Anche dalla Valcamonica in tanti si erano schierati contro il progetto scelto per la realizzazione di un nuovo punto ristoro avallato dal Parco delle Orobie, ovvero una sorta di cannocchiale gigante in ferro e legno puntato verso i resti dello sbarramento.

Gli oppositori al progetto non criticavano l’idea del nuovo manufatto in sé, quanto il disegno stesso, definito “un gesto di violenza nei confronti del contesto naturale della conca, più che un elemento capace di inserirsi armonicamente al servizio del paesaggio e della sua storia”. Nel 1923 la diga crollò, causando morte e devastazione sia in Val di Scalve che in bassa Vallecamonica.

Un altro appunto mosso dal comitato spontaneo agli enti interessati è stato il mancato coinvolgimento della popolazione. La richiesta del confronto è stata accolta dall’ente parco e dal Comune di Vilminore, e al termine del faccia a faccia tra il comitato promotore della raccolta firme per la revisione del progetto e il presidente del Parco delle Orobie, Yvan Caccia, è arrivato l’annuncio della cancellazione del piano, riconoscendo la fondatezza delle obiezioni mosse dalla petizione.

L’area è molto frequentata e amata e tra due anni ricorrerà il centenario dal disastro del Gleno, anniversario che andrà celebrato senza polemiche e malcontenti.

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