La Lombardia è estesa e presenta situazioni epidemiologiche diverse in base alle zone. Una constatazione sulla quale tutti i rappresentanti degli enti governativi locali sono d’accordo. Un dettaglio che fa indignare coloro che in piccoli paesi di provincia poco colpiti dalla pandemia in questa seconda ondata devono chiudere la loro attività come chi ne possiede una in Corso Garibaldi a Milano.

Concentrandoci in particolare su Brescia, il livello di contagio è attualmente inferiore anche a quello delle cosiddette zone arancioni. Perchè non provare allora a differenziare le aree lombarde in base ai dati epidemiologici dei vari territori?

Va in questa direzione il presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi, che, dopo la comunicazione serale di Conte ha diffuso una nota: “Raccogliendo le istanze che stanno giungendo dai sindaci del territorio, ho ritenuto necessario richiedere l’istituzione di aree sub regionali, come previsto in possibilità dal DPCM firmato il 3 novembre 2020″.

Sul fronte regionale pare smarcarsi da ogni responsabilità il governatore Fontana che afferma: “Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile. A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica”. Secondo quanto affermato dal Pirellone le richieste formulate dalla Regione Lombardia non sono state prese in considerazione: “Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita” chiude il governatore.

Fontana viene esortato ad agire dalla presidente del Gruppo Misto in Consiglio regionale, la bresciana Viviana Beccalossi, che, ribadendo che Brescia e la sua provincia non si possono paragonare a Milano, afferma: “Restrizioni meno severe potrebbero salvare tante attività economiche già in ginocchio. A Brescia, così come in altre zone della Lombardia, possono essere applicate deroghe: mi auguro che il presidente Fontana prenda in considerazione questa ipotesi e convinca il Ministro Speranza”.

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