Il nuovo Dpcm è pronto ed è in vigore. La Lombardia resta zona arancione (almeno fino all’11 dicembre) e poco cambia al momento su spostamenti e chiusure. Valido dal 4 dicembre al 15 gennaio, il decreto contiene tutte le restrizioni già annunciate nei giorni scorsi e nessuna delle concessioni che erano state ipotizzate o chieste dai governatori di regione.

Niente centri commerciali aperti nei fine settimana e nei festivi, ristoranti chiusi la sera, niente sci fino al 7 gennaio, quarantena per chi viene dall’estero. Ma lo scontro con le Regioni è sul divieto di spostamento anche tra i comuni per il 25 dicembre, Santo Stefano e Capodanno. “Una misura ingiustificata”, dicono i presidenti in rivolta, secondo i quali si viene a creare una disparità di trattamento tra chi abita in una grande città e i milioni di italiani che vivono invece nei piccoli comuni. Qualche deroga potrebbe però essere concessa anche alla luce del parere del Comitato tecnico-scientifico secondo il quale, proprio in considerazione della differenza di dimensioni tra città e comuni, vanno comunque garantiti per le realtà più piccole gli spostamenti per situazioni di necessità e per la fruizione dei servizi necessari, oltre che per assistenza a persone sole e anziane.

Ma ecco quali sono le misure principali:

SPOSTAMENTI TRA REGIONI – Sono vietati dal 21 dicembre al 6 gennaio, salvo i casi di lavoro, necessità e salute e per fare ritorno a residenza, domicilio o abitazione. Ci si potrà spostare da una regione all’altra quindi fino al 20 dicembre, tenendo però conto delle attuali fasce di colore, il cui sistema viene mantenuto.

SPOSTAMENTI TRA COMUNI – Non consentiti in zona rossa e arancione. Vietati ovunque a Natale, Santo Stefano e Capodanno, salvo casi di lavoro, necessità e salute o il rientro a residenza, domicilio o abitazione.

SECONDE CASE – Si può raggiungere se si trova nella stessa regione, tranne che il 25 e 26 dicembre e l’1 gennaio, quando saranno vietati anche gli spostamenti al di fuori del proprio comune (ma il colore della Regione prevale).

SHOPPING – Fino all’Epifania i negozi resteranno aperti tutti i giorni fino alle ore 21 per diluire la presenza di acquirenti in più ore della giornata, esclusi però quelli delle regioni in zona rossa. I centri commerciali resteranno invece chiusi nei fine settimana.

RISTORANTI – Nell’aree gialle bar ristoranti e pizzerie resteranno aperti a pranzo sempre, anche a Natale, Santo Stefano e 31 dicembre. Nelle aree arancioni e rosse saranno aperti dalle 5 alle 22 solo per asporto, mentre la consegna a domicilio sarà sempre consentita.

ALBERGHI– Gli hotel potranno restare aperti, ma i ristoranti all’interno delle strutture saranno chiusi la sera di Capodanno. Sarà possibile trascorrere il veglione solo in camera, ordinando la cena.

PRANZO E CENA DI NATALE – Si raccomanda di festeggiare solo con famigliari conviventi: non è stato indicato un numero massimo di commensali.

COPRIFUOCO – Resta in vigore per tutte le festività il divieto di uscire senza giustificato motivo dalle 22 alle 5 del mattino seguente.

CAPODANNO – L’1 gennaio invece il coprifuoco durerà fino alle 7 del mattino, due ore in più.

SCI – Gli impianti sciistici resteranno chiusi fino al 6 gennaio compreso.

CROCIERE – Sono sospese dal 21 dicembre al 6 gennaio.

VIAGGI – Dopo un viaggio all’estero resta la quarantena di 14 giorni al ritorno dai Paesi per i quali è prevista.

MESSE – Le funzioni religiose della notte del 24 dicembre saranno svolte in orario da permettere ai fedeli di tornare a casa prima del coprifuoco. Inoltre verranno celebrate più messe a Natale per diluire la presenza di fedeli ed evitare assembramenti.

SPORT – Fino al 15 gennaio si potranno disputare solo incontri e gare di alto livello. L’attività sportiva e motoria individuale resta permessa, mantenendo la distanza.

CINEMA E TEATRI – Resteranno chiusi per tutte le festività.

SCUOLA – Ritorno della scuola in presenza dopo le vacanze di Natale il 7 gennaio: al 100% per il primo ciclo, al 75% per le superiori.

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