E’ uno dei luoghi più suggestivi che gli appassionati di arte possono visitare ad Edolo, eppure è a rischio chiusura. Parliamo del Musa, ovvero il Museo di arte sacra che si trova nell’ex oratorio dei Disciplini, nel centro del paese, finito nel mirino della Sovrintendenza di Brescia e del nucleo regionale carabinieri Tutela del patrimonio.

L’accusa è quella di aver effettuato dei lavori non autorizzati, ovvero la posa di una scala in legno per collegare le due sale espositive ed alcuni tamponamenti in cartongesso. Opere per cui don Giacomo Zani ed alcuni operai dovranno rispondere in Tribunale.

Dal Musa, però, non ci stanno, ed arriva la replica di Pierre Lieta, curatore del Museo, che al Bresciaoggi sostiene che i lavori sono sempre stati concordati e di poterlo dimostrare con alcuni documenti.

Secondo Lieta, quindi, la vera parte lesa nella vicenda è il Museo stesso, che ora rischia di chiudere: se il giudice dovesse infatti dare ragione alla Sovrintendenza, il ripristino allo stato antecedente i lavori comporterebbe la rimozione della scala e, quindi, del collegamento tra le due sale.

Se così fosse, sarebbe una vera perdita per la cultura in alta Valle: all’interno del Musa si possono ammirare le opere della parrocchia di Santa Maria Nascente, tra cui alcune tele risalenti al ‘400 ed al ‘500 ed alcuni quadri donati dai privati: un patrimonio che rischia di non essere più accessibile a nessuno.

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