Approvata lunedì dalla Conferenza dei Sindaci svoltasi in via telematica la mozione per chiedere a Regione Lombardia di sostenere le RSA del territorio di competenza dell’Ats della Montagna.

La mozione, come spiega ai nostri microfoni il vice presidente della Conferenza dei Sindaci di Ats della Montagna, il camuno Luca Masneri (sindaco di Edolo) è stata approvata all’unanimità dagli oltre 100 sindaci intervenuti nel corso della conferenza online.

Abbiamo tenuto un dibattito approfondito sul tema delle RSA, che stanno vivendo un momento drammatico dal punto di vista umano, psicologico, sanitario, che rischia di diventare anche un problema di tipo economico. Per questo – in accordo con il presidente della Conferenza dei Sindaci Marco Scaramellini, con il Consiglio di rapprensentanza dell’Asst di Vallecamonica – abbiamo deciso di presentare questa mozione in cui chiediamo tre cose principali: un riconoscimento, dai Cda ai dipendenti, del ruolo e del lavoro che hanno svolto in questa fase di emergenza; l’esecuzione di test sierologici immediati per i dipendenti delle RSA; il mantenimento dei budget inalterati per non minare la solidità finanziaria degli enti: il meccanismo, essendosi abbassati i numeri degli ospiti nelle strutture, prevederebbe un taglio dei finanziamenti regionali“.

Ma quanto è costata questa epidemia in termini di perdite nelle RSA camune? “Al momento non è possibile dirlo, non essendo stati eseguiti tutti i tamponi a coloro che sono poi deceduti” afferma Masneri “Una stima precisa e puntuale delle cause dei decessi è complicata. Oggi sono in corso i tamponi agli ospiti per stabilire quanto il fenomeno è diffuso nelle strutture. E’ chiaro che le RSA, come una buona parte dei servizi territoriali, andranno riviste e ripensate nel dopo- Covid. Sicuramente qualcosa non ha funzionato, andavano garantiti testa a tappeto immediatamente agli ospiti: avremmo sicuramente evitato delle morti”.

Ma c’è anche una novità di cui la conferenza dei sindaci ha discusso, annunciata dal sindaco di Edolo ai nostri micorfoni, in vista della possibile nuova ondata di Covid che gli esperti prevedono per ottobre-novembre: “Ci siamo attivati per individuare in Vallecamonica, insieme ad Ats, un centro per le cure intermedie, una struttura attrezzata che, di fatto, consenitrà di evitare di arrivare di nuovo alla saturazione degli ospedali camuni. Permetterà di assistere pazienti Covid che non presentano particolari criticità. Tale struttura sarà allestita all’interno del Convitto Bim e richiederà pochi di manutenzione per essere adattata al nuovo utilizzo”.

Share This