Il Comune di Ossimo, attraverso le condotte che scendono dall’Annunciata, da qualche tempo rifornisce l’acquedotto di Piamborno, frazione di Piancogno, costretto da un mese a chiudere i rubinetti tutte le notti, da mezzanotte alle 7 del mattino. La decisione è stata presa dopo il tentativo di approvvigionamento di acqua nelle vasche con le autobotti dei vigili del fuoco: si è pensato di collegare con le manichette la rete pubblica di Ossimo al tubo di adduzione di Piancogno e di notte vengono pompati dai 7 ai 10 litri al secondo.

Una solidarietà tra comuni in un momento che anche per la Vallecamonica, terra ricca di acqua, si è fatto complicato. L’ordinanza di non sprecare l’acqua in vigore a Piancogno non è una scelta isolata: da Breno a Darfo, da Cerveno fino a Borno, numerosi i sindaci che hanno emanato provvedimenti che vogliono tamponare un’emergenza che dura ormai da mesi, anche a causa di un inverno poco nevoso.

Nel fine settimana c’è stato un cambio di rotta, e domenica ha portato una pioggia costante che potrebbe aver dissetato i corsi d’acqua e i campi. Ma la prolungata siccità è osservata speciale e il Tavolo Idrico della Lombardia ha ufficializzato nelle scorse ore l’imminente provvedimento con il quale verrà dichiarato lo stato di crisi idrica regionale e si disciplinerà l’applicazione ragionata delle deroghe al deflusso minimo vitale sia sulle aste fluviali sia sugli altri sottobacini idrografici del territorio lombardo.

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