Il caro-energia si fa sentire non solo nelle aziende cosiddette “energivore”, ma anche sulle strutture sanitarie, che evidentemente hanno bisogno di elettricità per garantire tutti i servizi necessari ai propri utenti. Inevitabile, quindi, che anche per gli ospedali la bolletta della luce subisca in questi mesi un significativo aumento.

All’ospedale di Esine, questo rincaro si dovrebbe tradurre con il raddoppio delle spese destinate a luce e riscaldamento: dai 3 milioni e 300mila euro preventivati per l’anno in corso, si è infatti passati ad una previsione di spesa pari a 6 milioni 640mila euro. Un aumento non da poco che, però, assicura l’Asst di Vallecamonica, non avrà alcun tipo di impatto sull’erogazione dei servizi sanitari.

Intanto, l’emergenza causata dall’aumento del costo dell’elettricità inizia a preoccupare anche i Comuni: dopo Berzo Inferiore, anche a Ceto si è deciso di spegnere l’illuminazione pubblica nelle ore notturne, dalla mezzanotte alle 05:00.

Il Comune, con un’ordinanza, si riserva la possibilità di variare l’orario di spegnimento, ma intanto vieta a pedoni e ciclisti per ragioni di sicurezza di attraversare le vie senza illuminazione o di farlo indossando i giubbotti ad alta visibilità con dispositivi riflettenti.

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