Tempo di bilancio per il progetto triennale ‘Erasmus +’, voluto dal Liceo Golgi di Breno.

 

13 gli studenti delle classe terza coinvolti, 4 i docenti, tutti impegnati nell’individuare realtà lavorative in Vallecamonica che punti al rispetto dell’ambiente. ‘Il progetto Erasmus non è stato svolto soltanto quest’anno, ma è un progetto che riguarda una duplice annualità, infatti si chiama Erasmus Plus 2016-2018′, ha spiegato Tiziana Pelamatti, vicepreside del Liceo, ‘è iniziato nel novembre del 2016 con una riunione in Lituania, dove insieme agli altri 7 Paesi partner (Lituania, Romania, Francia nella figura della Martinica, Germania, Inghilterra, Spagna e Norvegia) abbiamo steso la pianificazione biennale del progetto. Ci siamo interrogati su cosa si potesse fare per migliorare le condizioni del mondo e abbiamo individuato una serie di attività, quali promuovere i lavori ecosostenibili, insegnare ai ragazzi il riciclo più corretto e lavorare in sintonia a livello europeo. In questa maniera abbiamo sviluppato un’attività che ci ha aiutato a lavorare sia all’interno dell’Istituto, sia ad incontrarci all’esterno con i nostri partner. I nostri ragazzi erano 13, in 5  hanno partecipato ad un viaggio in Norvegia e gli altri al viaggio in Martinica, dove hanno continuato ad approfondire questa tematica. È stata davvero un’esperienza fantastica, anche perché abbiamo potuto prendere coscienza di quanto gli altri Paesi, soprattutto quelli del Nord, siano avanti in confronto all’Italia nel rispetto dell’ambiente’.

Questo progetto avrà un seguito nei prossimi anni?

‘Il progetto è concluso e si finisce qui. Nella nostra scuola, però, la tradizione del lavoro internazionale è molto lunga. Siamo partiti con i primi scambi negli anni ’80. Eravamo reduci già da tre progetti Comenius e un progetto Erasmus e adesso l’intenzione è quella di perseguire su questa strada, anche perché il confronto con l’estero è molto formativo per gli studenti, oltre che per i docenti’.

Un’esperienza che arricchisce anche gli studenti che vi hanno partecipato: ‘È stata un’esperienza totalmente diversa da quello che mi aspettavo o che comunque pensavo potesse essere’, ha detto Marco, studente del terzo anno. ‘mi ha arricchito da un punto di vista culturale, perché ho conosciuto una cultura nuova, di un Paese così sperduto al di là dell’Oceano, che probabilmente non avrei mai visitato di mia spontanea volontà. Inoltre, conoscere ragazzi di altri Paesi, ospitati come me dalle famiglie del posto, è stata un’esperienza fantastica e inaspettata’.

(interviste raccolte da Giada Giuliani e Valentina Canepa)

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