Tra gli specialisti che l’Asst di Vallecamonica ha accolto nel pieno dell’emergenza sanitaria, termina in queste ore la sua attività la dottoressa Patrizia Lina Martino, medico assegnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile a supporto delle esigenze del Presidio di Esine La professionista, nel congedarsi, ha manifestato in una lettera le sue impressioni sull’esperienza vissuta.

La dottoressa, 63enne di origini milanesi, scrive che è stata un’esperienza che ricorderà “con immensa gratitudine per il coinvolgimento umano a vari livelli, da quello professionale a quello emotivo”.

Ha preso servizio presso l’UOC Pneumologia dell’ospedale di Esine il 3 aprile, in qualità di medico volontario prestato per l’emergenza Covid-19 dalla Protezione Civile italiana. Specializzata in Fisiopatologia respiratoria, ha supportato le attività di reparto e in particolare ha affiancato i colleghi nel giro visite dei pazienti, nella valutazione clinica dello stato di salute e nell’adeguamento delle terapie, sia mediche che di tipo ventilatorio, nonché nell’inquadramento clinico-diagnostico-terapeutico dei pazienti affetti da polmonite da coronavirus.

“Sono rimasta sensibilmente colpita dall’efficienza del reparto, sia dal punto di vista infermieristico che medico, sia per quanto riguarda i rapporti interpersonali che quelli instaurati con i pazienti e i loro familiari” racconta la dottoressa Martino. “Anche per quanto concerne i dispositivi di protezione individuale ho riscontrato un alto livello nelle forniture, che sono risultate sempre adeguate per qualsiasi grado di protezione richiesto agli operatori nella gestione dei pazienti affetti da covid-19”.

La professionista descirve anche il clima creato nel reparto: “Un clima sempre familiare, attento alle esigenze dei malati” afferma, citando persino l’organizzazione di un matrimonio per un paziente degente. “Particolare attenzione è stata dimostrata nei confronti di pazienti critici in fase di terminalità e dei loro prossimi congiunti” scrive ancora Martino giudicando positiva la pratica delle telefonate e delle videochiamate dal reparto al fine di alleviare le sofferenze e il distacco fisico.

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