Martedì l’Asst di Vallecamonica ha annunciato la progressiva riconversione dei reparti dell’ospedale di Esine per garantire ulteriori posti letto per i pazienti Covid. Al momento nel nosocomio camuno sono ricoverate quaranta persone affette da Coronavirus, di cui cinque in rianimazione: di queste, 27 provengono dalla Vallecamonica 13 dal Milanese.

La decisione procede nella direzione di voler rendere l’ospedale di Esine totalmente a disposizione dei pazienti Covid provenienti sia dalla Valle che da altre aree, soprattutto da Milano: per questo sarà sospesa l’attività chirurgica non urgente, così come i ricoveri programmati delle differenti aree.

Una situazione che ha lasciato perplessi i primi cittadini camuni, in un territorio come la Valle in cui il contagio sta sì salendo, ma in maniera più controllata che in altri territori. Soprattutto, la preoccupazione dei sindaci riguarda i pazienti affetti da altre malattie: sebbene la decisione serva a far fronte ad un’eventuale emergenza, sono numerosi i primi cittadini che temono che i pazienti affetti da altre patologie siano lasciati indietro e costretti ad essere trasferiti in altre strutture lontane da casa.

Un tema, questo, affrontato giovedì pomeriggio nella conferenza dei sindaci che era già stata convocata da tempo e che ha visto anche la partecipazione dell’Ats della Montagna e dell’Asst. Intanto, a farsi portavoce di questi timori è Sandro Bonomelli, presidente della Comunità Montana: “La sanità camuna”, ha detto, “saprà affrontare anche questo nuovo difficile momento, aiutando, con spirito di solidarietà, chi ne ha più bisogno. Come enti stiamo affiancando l’Asst nei servizi che avevamo garantito anche in primavera”.

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