La piena dell’Ogliolo ha lasciato dietro si sé danni anche a Edolo. In particolare il ponte del Lazzaretto, che ha retto all’ondata, è da demolire e rifare completamente perché gravemente danneggiato. Anche il percorso vita è compromesso in diversi punti, unitamente alle scogliere. Meno gravi di quanto si temeva invece i guai subiti dall’altro ponte, quello medievale di Fabiola.

Il ponte del Lazzaretto invaso dal torrente

Il Comune di Edolo è già al lavoro per recuperare le risorse necessarie: dai calcoli fatti serviranno circa 800mila euro per sistemare e mettere in sicurezza ciò che è stato danneggiato dalla furia del torrente. Già in settimana verrà messo a punto il progetto di riqualificazione del percorso vita e di sostituzione del ponte. Il sindaco Masneri chiede ai cittadini di non avvicinarsi alla zona e di rispettare le barriere erette nei punti di maggiore pericolo.

Dal pomeriggio di lunedì è interrotta anche la Ss39 dell’Aprica all’altezza di località Nembra, in direzione Vico e Cortenedolo di Edolo. Le rocce che sovrastano la strada hanno scaricato materiale sulla carreggiata. Istituita la deviazione sulla strada comunale Edolo – Santicolo – Corteno Golgi.

Mentreun’altra ordinanza vieta di percorrere la strada tra Edolo e Malonno, interrotta nei pressi della località Fletta in seguito all’esondazione.

Inoltre a Malonno è vietato accedere alla ciclabile nel tratto compreso tra il ponte delle Capre e la Valle di Molbeno e lungo tutti gli argini del Fiume Oglio.

Facendo il punto sui danni nelle Valli di Sant’Antonio di Corteno Golgi, si segnala che la strada che conduce alla frazione Sant’Antonio, i cui residenti sono stati fatti evacuare dalle loro abitazioni, ha ceduto in due punti: prima del parcheggio del bar e vicino al cantiere dove è in corso di costruzione la galleria paramassi.

Lo smottamento sopra il Centro visite dell’area protetta si è riversato sulla carreggiata, ostruendola completamente. I violenti nubifragi e la piena del corso d’acqua hanno lasciato il segno anche a San Pietro e al ristoro del pescatore, tra Lombro e Ronco, struttura pubblica che il Comune dà in gestione a privati.

Foto di Sandro De Plazza Marniga

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