La curatela fallimentare dell’Ex Selca di Forno Allione si dovrà occupare della messa in sicurezza delle acque sotterranee per evitare l’inquinamento a valle e verso il fiume Oglio. A deciderlo il Tar, che ha respinto il ricorso con cui si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza varata dal Comune di Berzo Demo prima che si pronunciasse il Consiglio di Stato quattro anni fa.

Quest’ultimo riteneva la curatela non responsabile “né a misure strutturali né a misure emergenziali di intervento sull’area”, ma la obbligava al monitoraggio delle acque sotterranee una volta ogni tre mesi per almeno due anni, per controllare possibili episodi di contaminazione.

Il Comune, dal canto suo, aveva previsto la possibilità di realizzare uno sbarramento idraulico sul fronte dell’inquinante, in particolare dei floruri riscontrati nelle acque dell’Arpa. Con la sentenza del Tar è stata anche respinta la richiesta del versamento della cauzione di 400mila euro avanzata dal curatore fallimentare.

Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale “la responsabilità dell’inquinamento è imputabile alla curatela anche per attività proprie”, considerato che “dal 2010, pur avendo la disponibilità dell’area, non ha effettuato la rimozione dei rifiuti presenti sul sito”, operazione chiesta più volte a fronte dell’elevato rischio di inquinamento.

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