Non uno ma due weekend per le Giornate FAI d’Autunno, per fare in modo che quante più persone possano godere della bellezza e dell’offerta culturale. Dopo il successo delle Giornate FAI all’aperto dello scorso giugno, i volontari locali della Delegazione FAI di Brescia, il Gruppo FAI Vallecamonica, in collaborazione con le Istituzioni locali, promuovono l’apertura di beni prevalentemente all’aperto o in grandi spazi al fine di poter cogliere tutte le opportunità di conoscenza, in piena sicurezza e nel rispetto delle vigenti normative anti Covid.

Le giornate all’aperto ripropongono il modello già scelto a giugno dal Fai, come ci spiega Alessandra Giorgi, Capo Gruppo FAI di Valle Camonica:

L’intervista ad Alessandra Giorgi

“Proprio l’emergenza sanitaria che ci ha colpito in primavera, e che pare non abbia ancora deciso di abbandonarci del tutto, ci ha spinto a trovare un modello diverso, cercando di proporre beni che possano evitare il più possibile qualsiasi forma anche minima di contagio: benchè le giornate si svolgano nel totale rispetto della normativa – dalla mascherina alla sanificazione – essere in ambienti o molto arieggiatio garantisce una migliore fruizione. Le giornate FAI di giugno svoltesi all’aperto hanno avuto grande successo e hanno svegliato la volgia del pubblico del FAI di tornare a visitare luoghi che normalmente non sono visitabili, perchè questa è la prerogativa del FAI”.

Saranno due i weekend, come detto: uno dedicato a Borno, quello del 17 e 18 ottobre, e l’altro a Cedegolo, il 24 e 25 ottobre. Due mete che sono accomunate e caratterizzate da alcune tematiche in particolare: la salute, la natura e l’energia.

“La tappa di Borno è dedicata al mondo della salute che è un po’ è il bene che stiamo riscoprendo a causa della pandemia: il fatto che Borno sia un borgo molto bello e salubre proprio per la sua altitudine e abbia bellissima esposizione al sole, in passato ha fatto sì che, intorno ai primi decenni del secolo scorso, venissero costruiti i sanatori, grandi complessi dedicati alle malattie respiratorie. Ci piace contestualizzare la visita in questo tempo che stiamo vivendo noi, in cui il Covid ha risvegliato queste attenzioni” commenta Giorgi. A Borno, quindi, in collaborazione con l’amministrazione comunale e dell’ASST di Valle Camonica, proprietaria della struttura, sarà aperto alla curiosità di chi avrà prenotato la visita il complesso degli “ex-Sanatori”, una struttura nata ad inizio Novecento come colonia estiva climatica e dismessa introno agli anni ‘90 a causa degli insostenibili costi di gestione.

“Sempre in tema di salubrità e natura visiteremo un roccolo, che nelle nostre valli è molto conosciuto, la cui funzione è quella di intercettare le migrazioni, che fu fonte di sostentamento per le famiglie. Una proposta quindi di riscoperta del territorio proprio dentro i boschi” prosegue la Capo Gruppo del FAI camuno. “Ma il FAI è anche arte e soprattutto arte: e non potevamo non aprire lo stupendo oratorio di Sant’Antonio da Padova con affreschi del Callisto Piazza nella parrocchiale di Borno. A questo proposito quindi vorrei ringraziare i proprietari di questi beni, perché stiamo aprendo beni di proprietà privata. In particolare il dottor Maurizio Galavotti, il direttore dell’ASST, che si è reso disponibile immediatamente a darci una mano, la famiglia Franzoni per il roccolo, l’amministrazione comunale e la parrocchia di Borno”.

Borno aprirà, quindi, i suoi tesori sabato 17 e domenica 18 ottobre. Ricordiamo le modalità di accesso

“Sarà possibile effettuare i percorsi accompagnati dai nostri naratori dalle 14:30 alle 18:00 e la domenica con orario continuato dalle 10:00 alle 18:00. Per potersi garantire la partecipazione, poichè da normativa al massimo 20 persone potranno accedere ad ogni gruppo, bisogna iscriversi dal sito www.faiprenotazioni.fondoambiente.it. Al momento della prenotazione verrà richiesto un contributo di 3 euro per supportare l’operato del FAI”.

Il weekend successivo ci sarà la possibilità di visitare la Centrale Edison di Cedegolo, con visita sia all’esterno che all’interno.

Si tratta di un’apertura del tutto straordinaria, poichè normalmente non è accessibile al pubblico. Questa centrale produce energia idroelettrica utilizzando le acque di scarto di altre centrali dle terriorio. Rimarcheremo un tema molto molto caro al FAI: sostenibilità e rispetto dell’ambiente. La struttura è stata progettata da uno dei più grandi architetti del Novecento e che ha lasciuato una traccia importante sul territorio: Giò Ponti. In qualche modo questa apertura continua il percorso che abbiamo iniziato come gruppo FAI Vallecamonica in collaborazione con l’associazione Dada proprio alla scoperta del Novecento per aprire gli occhi sui grandi tesori del 900″ spiega Alessandra Giorgi parlando della visita del 24 e 25 ottobre.

Grazie al supporto dei tecnici della centrale, ci si addentrerà proprio nel percorso più tecnico dentro alla struttura. Sempre a Cedegolo e sempre rimanendo in tema di energia, sarà possibile visitare anche Musil, il museo dell’energia elettrica, con una tariffa agevolata per il pubblico del FAI.

Possiamo ancora una volta ricordare quanto è importante sostenere il FAI di Vallecamonica

“E’ importante sostenere il FAI in generale, noi siamo una punto operativo della grande famiglia del FAI, che ha a cuore la tutela del territorio. In più d’uno, nel tempo e nella storia, hanno dichiarato che la bellezza salverà il mondo, e non siamo assolutamente convinti che per poter salvare la bellezza sia necessario conoscerla, partendo proprio da ciò che ci circonda. Il gruppo della Vallecamonica ha questa peculiarità straordinaria di essere composto per la stragrande maggioranza di giovani i ragazzi tra i 18 e i 35 anni che dimostrano una passione grande”.

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