Per le modalità con cui la truffa è stata messa in atto, gli inquirenti hanno ribattezzato l’inchiesta che ha portato all’arresto di Evelina Pezzoli, farmacista 44enne di Clusone, “Farmaco-mat”. La donna, titolare di una farmacia a Vilminore di Scalve, in otto mesi ha venduto un numero di farmaci per i trapiantati di fegato tre volte superiore a quelli venduti da tutte le farmacie della Bergamasca messe insieme.

I sospetti sono nati dalla Biotest Pharma, azienda produttrice dei farmaci con cui Pezzoli attuava la truffa che le viene contestata dagli inquirenti: il 16 marzo scorso i carabinieri del Nas di Brescia si sono recati nella sua farmacia, scoprendo 272 confezioni di farmaci, per un valore di 217mila euro, senza il bollino di rintracciabilità, alcuni tra i rifiuti.

Secondo una ricostruzione, la farmacista avrebbe modificato le ricette che i clienti le presentavano per altre medicine, aggiungendo (all’insaputa dei medici) altri farmaci dal costo ingente e totalmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ricevuti, ne rimuoveva il bollino che permette il rimborso, che incassava. Un’attività iniziata un anno fa e che le avrebbe fatto fruttare ben 804.753 euro.

L’inchiesta, che ha visto la collaborazione del Servizio farmaceutico territoriale dell’Ats di Bergamo, ha portato all’arresto della farmacista, ora ai domiciliari con l’accusa di falso e truffa aggravata, oltre al sequestro ai fini della confisca della somma al centro dell’inchiesta o di beni equivalenti. I legali della donna si riservano di commentare solo dopo l’esito dell’esame degli atti d’indagine.

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