La Procura di Brescia ha chiesto l’applicazione delle misure preventive personali e patrimoniali per C.A., un impresario edile cinquantenne di Clusone. L’accusa è quella di essersi arricchito tramite delle fatture false con un giro di società cartiere in testa alle quali erano stati piazzati dei prestanome.

Secondo il sostituto procuratore l’uomo sarebbe coinvolto in alcuni reati: tra questi, appunto, l’aver gestito delle società nell’ambito dell’edilizia che avrebbero emesso fatture per operazioni inestistenti; inoltre, secondo l’accusa il cinquantenne sarebbe anche reo di frequentare persone pregiudicate.

A queste accuse si aggiungono gli accertamenti compiuti dalla Polizia Giudiziaria, secondo cui il patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’uomo sarebbe maggiore rispetto ai redditi dichiarati. Per questo il Pm venerdì ha avanzato la richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore tra i cinque ed i sei milioni di euro. Secondo la difesa, invece, il patrimonio del proprio assistito sarebbe riconducibile ad attività lecite e dimostrabili, inoltre gli accertamenti della Polizia giudiziaria non sarebbero sufficienti a stabilire la pericolosità dell’impresario. Il Tribunale si è riservato la decisione entro due mesi.

Share This