Una trentina di allevatori e agricoltori camuni della Valle nel triennio 2015-2017 avevano ricevuto contributi europei.

Ora però Bruxelles ne ha chiesto la restituzione, poiché, afferma, erano prioritariamente destinati ai giovani agricoltori e a nuovi imprenditori del settore.

Così, fatte le verifiche del caso, l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, reclama da imprenditori agricoli che avrebbero ricevuto, senza averne diritto, fondi europei per la loro attività proprio la restituzione di una importante percentuale degli stessi.

Lo fa attraverso l’Organismo pagatore regionale (Servizio tecnico e autorizzazioni pagamenti Feasr e Feaga), che ha indirizzato agli interessati una lettera nella quale annuncia un taglio del 27,5% sull’erogato.

La Cia, Confederazione italiana agricoltori, ieri nell’ufficio di Breno ha convocato i camuni finiti in questa vicenda, per chiarire e incontrare un avvocato che potrebbe occuparsi dei ricorsi, anche se l’obiettivo resta la mediazione sindacale-politica, in modo che si possa trovare un accordo che non penalizzi gli agricoltori camuni, visto che a sbagliare non sono stati loro.

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