Oltre 68 milioni di euro dal 2019 al 2023. Questo l’accordo raggiunto a Brescia dai Comuni di Confine nella giornata di mercoledì, quando si è tenuto l’atteso incontro tra il referente del Comitato paritetico per la Gestione delle risorse finanziarie (fondi ex Odi), il parlamentare Roger De Menech, Regione, Provincia di Brescia, sindaci e rappresentanti delle Comunità montane.

Nuove importanti risorse per 11 Comuni bresciani di confine, ai quali arriveranno 5 milioni 500mila euro all’anno (per un totale di 27.500.000 euro), e per 25 paesi delle stesse aree contigue ai confini regionali, che si dovranno suddividere 8 milioni 150mila euro all’anno (per un totale di 40.750.000 euro).

Della Vallecamonica, alla prima fascia appartengono: Breno,­ Ceto,­ Cevo, Ponte di Legno e Saviore dell’Adamello. ­Nell’elenco dei Comuni contigui troviamo invece: Berzo Demo,­ Bienno,­ Braone,­ Capo di Ponte,­ Cedegolo,­ Cerveno,­ Cimbergo,­ Cividate Camuno, Edolo,­ Losine,­ Malegno,­ Niardo,­ Ono San Pietro,­ Prestine,­ Sonico,­ Temù,­ Vezza d’Oglio,­ Vione.

Nell’ultima tornata 2013-2018 il Bresciano era stato destinatario di soli 8 milioni di euro, come il territorio di Sondrio, ben più circoscritto. Per ottenere l’incremento dei finanziamenti per il periodo 2019-2023 una parte importante l’hanno giocata gli amministratori camuni, con a capo la rappresentante degli undici Municipi bresciani Marina Lanzetti, sindaco di Ceto e membro del Comitato paritetico, che, in vista della riunione si è fatta portavoce del malumore del territorio.

Un fondo che, come ha sottolineato De Menech, vuole contrastare lo spopolamento delle aree montane e attenuare proprio le differenze tra le province autonome e le zone confinanti. Ora toccherà agli amministratori gestire le importanti somme erogate pensando a progetti strategici su vasta scala che non vadano soltanto a beneficio del singolo Comune.

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