È una foto con Roberto Maroni scattata sotto il grattacielo Pirelli a suggellare il debutto di Attilio Fontana alla presidenza della Regione Lombardia.

La Lega, il suo partito, riconosce nella vittoria di Fontana con il 49,75% dei voti (ben venti punti sopra il pd Giorgio Gori) la continuità di una storia politica più che trentennale.

Il voto di domenica, secondo dati non ancora ufficiali, ha consegnato 28 consiglieri regionali su 80 alla Lega, il doppio di prima. Sono 14, invece, i consiglieri di Forza Italia, che ne ha guadagnato uno. Fratelli d’Italia passa da 2 a 3, Noi con l’Italia da 4 a 1, un seggio per Energie per la Lombardia. I principali gruppi di opposizione si dividono quasi equamente fra Pd (passa da 14 a 15) e M5S (da 9 a 13).

Per la Lega sarebbero prenotati sei assessorati, fra cui quello alla Sanità, che per consuetudine dovrebbe invece andare a un partito diverso da quello del presidente. Quattro posti sono invece prenotati da Forza Italia, a cui spetterebbe anche la presidenza del Consiglio regionale (l’uscente Raffaele Cattaneo non è stato rieletto): i nomi forti sono quelli del vice-governatore, Fabrizio Sala, dell’assessore Giulio Gallera e della neo-eletta Silvia Sardone.

Gli altri due assessorati andrebbero agli alleati minori.

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