Due settimane fa gli occhi della Vallecamonica erano puntati sulla Val Rabbia, teatro di uno smottamento che, ricordandosi i danni provocati dalla frana del 2012, aveva destato non poche preoccupazioni. Le forti piogge di fine agosto avevano lanciato l’allarme ed avviato un monitoraggio costante, che l’Arpa Lombardia ha chiuso solo venerdì.

Mentre la Statale 42, minimamente interessata dalla frana, era stata riaperta dopo poche ore, prima a senso unico alternato e poi in entrambi i sensi di marcia, la Protezione Civile, tramite i volontari di Malonno, Sonico ed Edolo, hanno monitorato la situazione sia del torrente Val Rabbia che della frana di Pal. L’Arpa, invece, tramite la sala operativa ha raccolto i dati in tempo reale ed effettuato sopralluoghi.

Rientrata la moderata criticità per frana PAL.

Pubblicato da Comune di Sonico su Venerdì 11 settembre 2020

Le misurazioni hanno evidenziato un movimento tra quaranta centimetri ed un metro e quindici della frattura interna che delimita un settore della frana pari a circa 1,7 milioni di metri cubi. La frana di fine agosto è consistita in una colata di detriti liquido-solida, che ha provocato lo scalzamento del piede del dissesto, raggiungendo le vicinanze dell’abitato, la confluenza con il fiume Oglio ed, appunto, la Statale 42.

Lo smottamento non aveva fatto azionare i sistemi di allerta posti lungo l’asta della frana, né la sirena che in paese avverte in caso di pericolo, perché la colata è partita in stato liquido, azionando i segnali di allerta pluviometrica e non di movimento solido.

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