Il 1° settembre la Cooperativa Il Cardo di Edolo compirà 30 anni.

 

Era il 1988 quando nacque il Centro Socioeducativo, primo servizio per diversamente abili in alta Vallecamonica. Tanta strada è stata fatta dalla cooperativa, ora conosciuta in tutta la Vallecamonica: impossibile, quindi, non festeggiare questo traguardo già da quest’estate.

Il Cardo, infatti, sta tenendo ‘FuoriContexto’, una rassegna all’interno di Contexto, sempre ad Edolo, che ha riservato alla cooperativa una spazio apposito presso le ex prigioni. ’30 anni sono tanti, è una famiglia che è fortemente aumentata: dai pochi volontari eroici sono passati un po’ di anni, che hanno trasformato il Cardo’, ci ha detto Marco Milzani, direttore della cooperativa che oggi conta 60 dipendenti.

Numerosi i momenti che, in un immaginario album dei ricordi de Il Cardo, andrebbero fissati: ‘Sicuramente all’inizio non c’era nulla, la parte iniziale è stata veramente eroica’, ricorda Milzani. ‘Il primo servizio per una persona diversamente abile era la Pia Fondazione, a Malegno, molto distante da Edolo. Le persone che si trovavano in alta Valle dovevano raggiungerla con difficoltà. E poi, nei vari anni, abbiamo cercato di pensare non solo alla disabilità: abbiamo costruito tutti servizi importanti, come le comunità alloggio e gli appartamenti protetti. Da lì, avendo tutta la filiera della disabilità ormai completa, abbiamo cominciato a guardarci intorno ed a capire di cosa avesse bisogno la comunità’.

Un lavoro che si è tradotto offrendo servizi ai minori e mettendo a disposizione due appartamenti, ora occupati da sette migranti. Il tutto, raccontato dalle pagine di ‘Zeus’, la rivista ‘che ha una tiratura di mille copie, in Italia ed all’estero, e che ci dà tante soddisfazioni’.

Se si dovesse pensare al futuro de Il Cardo, dice Milzani, ‘ci sono i nuovi bisogni della comunità, anche con la parte agricola: quest’anno si produrrà il primo nostro vino, abbiamo un campo di mele… Tutto questo perché sia le persone con disabilità che tutte le altre possano avvicinarsi a noi. E poi per aiutare il nostro territorio, tornando a far vivere terreni inutilizzati’.

Ma il presente de Il Cardo è FuoriContexto, ‘una scommessa con l’amministrazione comunale e Casa Testori, organizzatrice dell’iniziativa. Ci hanno proposto lo spazio fortemente simbolico delle ex prigioni: noi vogliamo liberarlo, e chiediamo alle persone di venire e di fare delle cose insieme a noi. Ci saranno delle attività che fanno le persone diversamente abili, ma anche degli artisti che in questi anni hanno collaborato con la nostra rivista’. A rendere FuoriContexto diverso da Contexto il fatto che gli artisti interagiranno con i ragazzi della cooperativa e con i visitatori. Previsti anche incontri musicali, letture, laboratori e qualche ospiti a sorpresa.

Per il compleanno de Il Cardo bisognerà aspettare settembre: ‘faremo un assaggio del nostro vino, un laboratorio per fare le etichette… Poi ci saranno altri eventi, che sono in corso di costruzione’.

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