Da giovedì sera Gezim Sallaku non risiede più in Italia. L’imprenditore proprietario di ristoranti ed alberghi tra la Vallecamonica ed il lago d’Iseo nonché, in passato, anche patron del Darfo Calcio, è stato raggiunto da un decreto di espulsione firmato da Giovanni Signer, questore di Brescia.

La motivazione definisce Sallaku “persona indesiderata perché non in regola con i documenti e socialmente pericoloso”. Sul tavolo del Giudice del Tribunale che ha preso la decisione il fatto che il permesso di soggiorno di Sallaku fosse scaduto e non rinnovato, oltre ai precedenti che lo hanno visto protagonista, nell’arco di diciotto anni, di alcune vicende giudiziarie, tra cui sei arresti e vari processi.

Sallaku ha provato a difendersi, motivando la sua necessità di restare in Italia con la presenza del figlio minorenne, prossimo però ai 18 anni. Così un volo partito da Milano alle ore 21:30 di giovedì lo ha riportato in Albania.

Si conclude così l’esperienza italiana di Sallaku, protagonista, come detto, di varie vicende giudiziarie: la prima volta nel 2002, quando finì in un’inchiesta su delle auto rubate; nel 2015 fu arrestato dalla Procura di Cremona per ricettazione di ruspe e betoniere e poi per frode fiscale; nel 2017, accusato di evasione fiscale, finì ai domiciliari, mentre l’anno seguente nella sua villa di Sale Marasino furono trovate tre armi in un’intercapedine del garage: vinse la battaglia legale grazie ad alcuni ricorsi, e dopo che il fratello si assunse la totale responsabilità anche la Cassazione gli diede ragione.

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