Dopo il rinvenimento effettuato nel 2019, tra Tavernola Bergamasca e Predore, di una vera e propria montagna di gomme e scarti di lavorazione industriale nel lago d’Iseo da parte dei sub dei carabinieri di Genova-Voltri, tutte le parti coinvolte si sono mobilitate per trovare un modo per gestire quei rifiuti che fosse il più rispettoso possibile del Sebino.

Dopo lo stanziamento da parte della Regione Lombardia di 60mila euro in due anni, un primo passo è stato fatto l’estate scorsa, quando è stata convocata una prima riunione preliminare e non progettuale, per impostare il da farsi, vale a dire la rimozione dei rifiuti.

Il Pirellone, l’Arpa e l’Autorità di bacino dei laghi d’Iseo, d’Endine e Moro puntano ad un piano di indagine ambientale, con monitoraggi ed analisi, minimizzando i rischi per il lago d’Iseo. Il tutto, nel rispetto dello schema di accordo di collaborazione con l’Autorità di Bacino stipulato con la Regione a fine 2021.

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